È quanto emerge dal Dossier 'Le imprese nella pandemia: marzo 2020 - marzo 2021', predisposto da Confesercenti per fare il punto sull'impatto della crisi generata dalla pandemia sul sistema economico, ad un anno di distanza dal primo lockdown.
La perdita di consumi e prodotto interno lordo è stata causata, in primo luogo, dalle restrizioni alle attività e al movimento delle persone attuate per contenere la diffusione del virus, dal lockdown alla classificazione per zone e fasce di rischio per regione. Considerando solo i servizi di mercato, durante questo anno di pandemia circa 2,6 milioni di imprese sono state sottoposte a limitazioni, per periodi differenti per regioni e comparto di attività: si va da un minimo di 69 giorni di chiusura completa ad un massimo di 154 giorni per i pubblici esercizi nella Provincia autonoma di Bolzano. In media, i pubblici esercizi sono rimasti chiusi completamente per 119 giorni.
Una situazione aggravata dall'eccesso di pandeburocrazia creata per fronteggiare l'emergenza: sono infatti oltre 1000 gli atti e i provvedimenti nazionali e di carattere periferico emanati per contrastare la diffusione del Covid-19 e arginarne gli effetti sanitari ed economici. Una mole di disposizioni che ha generato ritardi e confusione.
Gli aiuti diretti alle imprese, inoltre, si sono rivelati pochi: i contributi a fondo perduto ammontano in totale a poco più di 10 miliardi di euro, insufficienti a coprire le perdite sostenute dal tessuto produttivo: in questi dodici mesi le imprese hanno perso 148 miliardi di euro di valore aggiunto, di cui 65 ascrivibili al Commercio, gli alberghi e la ristorazione. Tra crisi prolungata - e ristori ancora insufficienti - le attività economiche sono ormai al limite, bisognose di una terapia intensiva.
La ripresa dipende fortemente dalla normalizzazione della spesa delle famiglie e dall'entità delle restrizioni che verranno applicate alle attività economiche. Fondamentale, quindi, sarà l'esito della campagna vaccinale: se il rafforzamento annunciato dal nuovo esecutivo dovesse avere successo, il trend potrebbe essere invertito rapidamente. In particolare, secondo le stime elaborate da Confesercenti, sarebbero finalmente possibili stabili recuperi di attività, portando a guadagnare nel 2021, tra aprile e dicembre, 20,3 miliardi di Pil e 12 miliardi di consumi.
'Ormai da un anno, la crisi pandemica condiziona la nostra vita ed il nostro lavoro. Con questo nostro 'dossier' vogliamo raccontare - attraverso i numeri - quello che è accaduto al nostro mondo in questi dodici mesi', spiega Confesercenti Modena. 'Il governo si appresta a varare il Dl Sostegni. Un decreto atteso con ansia dalle imprese, e che deve essere l'occasione per superare le criticità riscontrate nei precedenti 'ristori'. La bozza attualmente circolante però, se confermata, rappresenterebbe un'ulteriore beffa per molte imprese.


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