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Modena, nel 2025 la cassa integrazione è stabile: 'E' la tempesta perfetta'

Modena, nel 2025 la cassa integrazione è stabile: 'E' la tempesta perfetta'

Uil: 'Concorrenza sleale sul costo del lavoro, prezzo dell’energia fuori controllo, delocalizzazioni facili da società gestite da fondi internazionali...'


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Arriva dal centro studi nazionale della Uil la fotografia definitiva del rapporto sulla cassa integrazione dell’anno appena trascorso ed il dato che emerge certifica un leggerissimo calo dell’utilizzo della cassa integrazione; la variazione di ore autorizzate nel 2025 segna un meno 2,4% rispetto all’anno 2024, in controtendenza al dato nazionale che segna un più 10,4% ed in linea con quello della Regione Emilia Romagna anch’esso in calo del 5%.

Infatti mettendo a confronto i due periodi, la sommatoria delle ore di cassa ordinaria, straordinaria ed in deroga, passa dalle 13.153.810 del 2024 alle 12.837.912 del 2025  inserendo la provincia di Modena al secondo posto di questa particolare classifica, subito dopo Bologna.

'Se consideriamo che i dati di questo monitoraggio non ricomprendono i dati FSBA (ovvero il Fondo di Solidarietà Bilaterale Alternativo per l’Artigianato) ed i dati Fondo Somministrati (fondo di sostegno al reddito per i lavoratori in somministrazione) quindi sono relativi principalmente al settore industriale, quello del terziario e della moda, diciamo che la situazione resta sostanzialmente stabile, e questo desta preoccupazione - afferma il coordinatore di Reggio e Modena della Uil Roberto Rinaldi -.
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Andando a scorporare i dati ci rendiamo sostanzialmente conto che la cassa integrazione ordinaria (ovvero quella utilizzata principalmente per crisi di mercato, mancanza di commesse o avversità meteorologiche) cala del 20,3% passando da 11.142.352 ore del 2024 a 8.879.636 ore del 2025, mentre la cassa integrazione straordinaria (ovvero quella che si utilizza prettamente per sostenere aziende in situazioni di difficoltà non momentanea, riorganizzazione o crisi strutturale) cresce del 96,8% passa do da 2.011.458 a 3.958.276 ore del 2025. Tutto ciò certifica che ci sono interi settori che stanno vivendo delle difficoltà strutturali come ad esempio il biomedicale, la moda e parte della meccanica. Ed e’ per questo che urgono scelte nazionali indi governative non più rinviabili, pena la perdita di interi mercati che oggi occupano personale qualificato in contesti di lavoro di qualità'.

'Concorrenza sleale sul costo del lavoro, prezzo dell’energia fuori controllo, delocalizzazioni facili soprattutto da società gestite da fondi internazionali, stanno creando una tempesta perfetta. Invitiamo pertanto le istituzioni territoriali ad alzare il livello di attenzione, soprattutto nei settori sopracitati e per tutte quelle aziende del territorio che hanno fatto e vorrebbero continuare a fare la storia, penso ad esempio alla Maserati, che proclama con cadenza periodica la ripresa della produzione a ciclo continuo ma ad oggi ancora nulla, quindi mi chiedo se è arrivato il momento che l’amministratore delegato di detta realtà, che è Modena, riferisca pubblicamente alla città, magari in un consiglio comunale aperto ed allargato alle organizzazioni sindacali.
Ora più che mai c’è da riprendere il contratto sociale, che insieme a Cgil e Cisl modenesi abbiamo proposto alle Istituzioni qualche mese fa'.

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