Il trucco del 'prezzo medio'Tra gli artifici più discutibili c’è l’uso del cosiddetto prezzo medio. Una cifra che non rappresenta ciò che il cliente paga realmente per ogni metro cubo o chilowattora, ma una media matematica che mescola costi diversi. In pratica: il cittadino non vede subito il prezzo vero dell’energia, quello che dovrebbe interessargli di più. Lo deve andare a cercare nei dettagli tecnici. Sempre che abbia voglia di farlo. È un meccanismo che rende opaca la percezione del costo reale e rende quasi impossibile il confronto tra offerte.
Quote fisse: il costo che non puoi evitareAltro punto critico: le quote fisse mensili, che vengono pagate anche se i consumi sono bassissimi. Costi che pesano sempre di più sul totale della bolletta e che colpiscono soprattutto chi prova a risparmiare. Ma nella bolletta Hera questi importi non vengono messi in evidenza in modo diretto. Sono spezzettati, nascosti tra righe tecniche, distribuiti su più sezioni. Il messaggio implicito è chiaro: paghi comunque, anche se consumi poco. Ma questo non viene detto in modo trasparente.
La trasparenza scaricata sulle appQuando poi il cittadino prova ad approfondire, la risposta è sempre la stessa: 'scansiona il QR code', 'vai sull’area clienti', 'consulta il glossario online'.
Il vero effetto: rassegnazioneIl risultato finale è sotto gli occhi di tutti: la maggior parte dei cittadini guarda solo due numeri — totale da pagare e scadenza — e smette di leggere. Non per disinteresse, ma per esasperazione. E questo è forse l’aspetto più grave: un sistema che dovrebbe aumentare consapevolezza energetica produce invece rassegnazione passiva. La semplificazione vera che non arriva mai.Una bolletta davvero semplice dovrebbe dire subito: quanto hai consumato realmente, in che periodo preciso, a che prezzo unitario effettivo, quanto paghi di quota fissa, quante tasse stai versando, quanto spendi in più o in meno rispetto al periodo precedente. Tutto il resto può stare nei dettagli tecnici. Ma non può essere il cuore del documento.Finché Hera — e con lei gran parte del sistema energetico italiano — continuerà a chiamare 'semplificazione' un labirinto burocratico, il sospetto resterà uno solo: la complessità non è un errore, è una scelta.E a pagarla, ancora una volta, sono i cittadini.
B. Lazzari

