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Palagano: esercenti esclusi dalla Regione dai ristori Covid, scatta la protesta

Palagano: esercenti esclusi dalla Regione dai ristori Covid, scatta la protesta

I parametri del bando riguarderebbero solo comuni con impianti sciistici. L'albergatore Tagliazucchi: 'Sbagliato, nel sistema appennino non ci sono comuni da escludere'


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Gli esercenti delle attività d’impresa del Comune di Palagano, rappresentati da Vittorio Tagliazucchi gestore-proprietario dell’Hotel Ristorante Parco e AD di HP Holding srl, si sono attivati in vario modo per protestare in riferimento ai criteri di attribuzione di alcune misure a sostegno delle imprese d’Emilia Romagna colpite da Covid 19. In particolare, gli interessati hanno richiesto ripetuti chiarimenti circa il “Bando per l’attuazione di misure di sostegno a favore di imprese turistiche dei comprensori sciistici della regione Emilia-Romagna, in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, linea A”.

Il bando prevedeva l’assegnazione di contributi a fondo perduto per le attività con sede in comuni montani, dove sono presenti impianti sciistici, valutando i disagi e le numerose perdite registrate a causa della pandemia. Secondo le linee direttive, dunque, sono stati a prescindere esclusi anche quei comuni, come quello palaganese, che non pur non possedendo direttamente un impianto di risalita e non facendo parte di nessun comprensorio sciistico, confinano con strutture sciistiche e fanno parte indissolubilmente del sistema dell’Appennino emiliano che offre attività sportive e turistiche legate alla neve. Il Comune di Palagano confina territorialmente con i comprensori sciistici di Lama Mocogno e di Frassinoro-Piandelagotti, tradizionalmente fornendo servizi ai numerosi turisti nel periodo invernale.
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Come riferisce Vittorio Tagliazucchi: “Riteniamo che la specificità del territorio palaganese non sia stata tenuta debitamente in considerazione, penalizzando le nostre attività comunali che hanno invece avuto pesanti ripercussioni economiche durante il periodo pandemico, non potendo ospitare e servire i turisti invernali che solitamente transitano da qui e che, spesso, sostano da noi, sfruttando le nostre attività ricettive. I confini amministrativi nella nostra area appenninica, infatti, hanno spesso un valore più simbolico che reale, visto che i servizi presenti sono fortemente delocalizzati e devono servire persone di passaggio o residenti anche a molti chilometri di distanza. Dispiace che certe politiche che invitano alla cooperazione tra realtà disagiate come le nostre vengano poi disattese da scelte così divisive”.

Il principio di vicinanza ad impianti sciistici non è stato tenuto in considerazione per Palagano, eppure è valso per Fiumalbo e Palanzano, che, pur non rientrando in comprensori, hanno ottenuto eccezionalmente i ristori del bando. Simili deroghe non paiono, così, rispondere ad una logica equa e trasparente relativa ad aiuti e fondi pubblici, che favoriscono alcuni e penalizzano altri. Inoltre, il bando non prevedeva in nessun punto delle deroghe e, quindi, non si capisce la valutazione di certe eccezioni.

Molti esercenti del Comune di Palagano si sono, così, riuniti più volte per discutere del bando e dei suoi criteri, valutandone con delusione e rammarico i risultati di assegnazione. I rappresentanti di tali attività hanno, quindi, deciso di formare un gruppo per chiedere ufficialmente chiarimenti agli enti competenti, procedendo con una raccolta di firme tra gli esercenti stessi, a cui hanno aderito quasi tutti i commercianti con attività d’impresa aventi caratteristiche tali da essere ammesse ai contributi del bando.

Dopo la raccolta firme, è stato dato mandato ad uno studio legale Iungano di Modena per procedere alla richiesta di delucidazioni sul bando e sulla sua assegnazione, inviando un documento ufficiale a vari enti e rappresentanti pubblici, in primis al Presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e all’assessore al turismo RER, Andrea Corsini.

“A oltre un mese dall’invio della richiesta – riprende Vittorio Tagliazucchi – non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta; questo aumenta il nostro dispiacere, dato che vorremmo che si aprisse un tavolo di discussione collaborativa con la Regione, al fine di chiarire gli aspetti del bando e di fare luce sulle peculiarità del nostro territorio che non sono state debitamente tenute in considerazione.
La politica regionale da anni sostiene il territorio appenninico, ribadendo come nessuno debba essere escluso e lasciato indietro, ma in questo caso ci sembra che non sia stato fatto sistema e che il bando non sia stato sviluppato e assegnato in modo chiaro ed equo”.
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