Sconto sull'acconto (scusandoci per il gioco di parole), subito conteggiato a favore del Comune ma non tradotto in sconto per gli utenti finali che, come più volte è stato sottolineato non senza polemiche, si sono trovati a pagare la Tari uguale all'anno precedente, e con le stesse scadenze. Senza sconto, nemmeno sulla parte variabile della tariffa. Come se l'emergenza non ci fosse e non ci fosse stata e come se le attività fossero state aperte in condizioni normali. E con l'impegno, da parte delle istituzioni di rimodulare e ricalcolare il tutto a fine anno, aspettando l'approvazione del piano economico finanziario dei rifiuti.
La Pressa lo aveva anticipato. Pur consapevole che lo stop del servizio di raccolta rifiuti per le attività commerciali e le imprese chiuse in parte o in toto causa Covid, così come per i mercati, avrebbe comportato una riduzione nelle spese sostenute dal Comune e da rimborsare ad Hera per il servizio, e pur consapevole delle enormi difficoltà che soprattutto gli esercenti titolari di negozi ed attività commerciali chiuse in parte o in toto a causa del lockdown (sulla base dei rispettivi codici Ateco), avrebbero dovuto affrontare nel pagamento della Tari, il Comune ha deciso, lo scorso maggio, con il favore di Atersir, di applicare agli utenti modenesi gli stessi importi con la stessa scadenza di pagamenti dello scorso anno prendendo a riferimento i corrispettivi del 2019 (come se l'emergenza e le difficoltà non ci fossero), rimandando a fine anno l'applicazione degli sconti dovuti. Che non è la stessa cosa, visto che la difficoltà, se non l'impossibilità a pagare, c'era probabilmente più a maggio (per negozi e attività ancora piena emergenza), o a luglio, che a dicembre. Da qui arrivò anche la richiesta, a Modena bocciata, di rinviare le scadenze di pagamento all'autunno o a fine anno. Nulla da fare. A Modena proposta respinta.
Per loro Arera (Autorità nazionale per la regolazione energia reti e ambiente) ha previsto di applicare alla quota variabile della tariffa la riduzione massima prevista sia per le utenze non domestiche soggette a sospensione delle attività, sia per le utenze non domestiche non soggette a sospensione delle attività (facoltativa), sulla base dei rispettivi codici Ateco (che definiscono la tipologia di attività).
Sulla base delle simulazioni effettuate dal gestore, l'importo totale di queste misure ammonta ad € 958.638. Riduzione che dovrebbe essere riversata alle utenze finali e tradursi in termini di minori ricavi da entrate tributarie nel piano economico finanziario rifiuti del Comune. Comunque non prima di dicembre.
Questi - recita il comune nella determina sull'importo da 32,36 milioni da versare ad Hera, saranno compensati dai maggiori ricavi imputabili all’aumento della base imponibile TARI, prodotta dall’attività di recupero evasione/elusione, e dai minori costi del servizio imputabili all’emergenza COVID 19 previsti nelle simulazioni allegate alla comunicazione del 10 luglio
Gi.Ga.


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