A fare il punto della situazione è Biagio Passaro del Gruppo Regina Margherita (gruppo che conta 7 ristoranti tra Modena e Bologna) e membro dell’Associazione ristoratori modenesi.
Partiamo del Decreto Ristori e del Decreto Ristori bis. Solo col primo sono stati annunciati stanziamenti per 2,4 miliardi di euro a fondo perduto. Sono strumenti adatti a compensare le perdite imposte dalle chiusure serali?
“Forse lo sarebbero se non fosse che i fondi del Decreto di Aprile sono finiti ad agosto e coloro che hanno fatto domanda dopo il 15 luglio ancora non hanno ricevuto gli aiuti dovuti. Non solo: gli stanziamenti a fondo perduto promessi nel Decreto d’Agosto per i centri storici e per la filiera agroalimentare, nel secondo caso parliamo di stanziamenti da 10mila euro per chi ha avuto perdite superiori ai tre quarti del fatturato, sono andati nel dimenticato. Non solo non sono stati liquidati, ma la piattaforma per presentare le domande non è ancora stata attivata. Ora mi chiedo come è possibile credere a una immediata erogazione dei Ristori quando c’è chi attende ancora le risorse finalizzate a compensare il primo lockdown”.
Poi c’è il tema delle fasce di rischio. E’ un vantaggio o una penalizzazione essere inseriti in fascia gialla, quella con meno restrizioni?
“E’ proprio sbagliato il meccanismo delle fasce a mio avviso perché crea una assurda competizione e rivalità a livello nazionale. I ristoratori che, come noi, sono in fascia gialla invidiano coloro che sono in fascia rossa e arancione perché potranno contare su contributi decisamente superiori. Chi è in fascia rossa e arancione, viceversa, invida chi è in fascia gialla per la maggiore libertà consentita, anche se a questa libertà non è collegato un vero ritorno economico”.
Il punto è proprio la sopravvivenza economica. Qual è la situazione che si attende per i prossimi mesi?
“I ristoratori a causa delle chiusure serali devono fare fronte in media a una riduzione di due terzi del proprio fatturato, va considerato infatti che solitamente sul monte complessivo incassi il pranzo incide per il 30% e la cena per il 70%.
Il quadro è drammatico. Ma a fronte della emergenza sanitaria qual era a suo avviso l’alternativa che il Governo avrebbe potuto adottare?
“Le strade erano due.
Giuseppe Leonelli


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