Effetto dimissioni di Mario Draghi sulle previsioni dell'agenzia S&P. L'agenzia infatti ha abbassato da 'positivo' a 'stabile' l'outlook per l'Italia confermando invece il rating BBB. Secondo l'agenzia 'questi sviluppi potrebbero distogliere l'attenzione dalle riforme chiave e pesare ulteriormente sulla fiducia e sulla crescita in un momento di elevata incertezza e aumento dell'inflazione' a livello europeo e globale.
Una evoluzione politica, spiega S&P, che 'potrebbe compromettere la tempestiva attuazione delle tappe fondamentali e degli obiettivi da cui dipendono' i fondi del Pnrr che per l'Italia che equivalgono al 7,6% del Pil. Alla luce delle ricadute del conflitto in Ucraina S&P ha rivisto al ribasso dal 3,1 al 2,8% la stima sul Pil italiano nel 2022. Rinviare l'attuazione degli obiettivi del Pnrr - sottolinea l'agenzia - potrebbe portare a rimandare l'erogazione dei fondi e 'ciò ridurrebbe la spinta attesa del Next Generation EU Fund'.
Sul fronte dei conti pubblici S&P stima per il 2022 un deficit di bilancio dell'Italia al 6,3% del PIL rispetto all'obiettivo del governo del 5,6%, per via delle misure fiscali volte a mitigare l'aumento dei costi energetici per famiglie e imprese che sull'intero anno dovrebbero costare circa 28 miliardi di euro (1,5% del PIL). Per il 2023, 'prevediamo un miglioramento di 1,3 punti percentuali del disavanzo pubblico al 5,0% del PIL, sebbene le prospettive siano incerte. Ciò che conta di più sono i dettagli del prossimo bilancio 2023, che dovrebbe essere consegnato dal governo entrante entro la fine dell'anno'.
S&P ha abbassato da 'positivo' a 'stabile' l'outlook per l'Italia
La evoluzione politica, spiega S&P, 'potrebbe compromettere la tempestiva attuazione delle tappe fondamentali e degli obiettivi da cui dipendono'
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