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Scandalo Amo, Bosi ottiene che gli ex vertici paghino l'ammanco. In Fondazione tutto tace: confusione Fdi

Scandalo Amo, Bosi ottiene che gli ex vertici paghino l'ammanco. In Fondazione tutto tace: confusione Fdi
Scandalo Amo, Bosi ottiene che gli ex vertici paghino l'ammanco. In Fondazione tutto tace: confusione Fdi

Il caso Amo crea un precedente significativo: i vertici di un ente che subisce il furto da parte di un dipendente infedele, non possono chiamarsi fuori

Il caso Amo crea un precedente significativo: i vertici di un ente che subisce il furto da parte di un dipendente infedele, non possono chiamarsi fuori


2 minuti di lettura

Non sarà l'accordo perfetto, ma un risultato concreto l'amministratore unico di Amo, Andrea Bosi, lo ha portato a casa. A fronte della impossibilità della ex dipendente di restituire le somme che le sono state contestate, Bosi ha ottenuto che a pagare siano gli ex amministratori unici, Andrea Burzacchini e Stefano Reggianini, e gli ex direttori generali. Burzacchini ha deciso di pagare gli 11mila euro contestati, Reggianini i 58mila euro contestati, mentre gli ex direttori Di Loreto e Berselli hanno deciso di non accettare la conciliazione e per loro è scattata l'azione di responsabilità per 272mila euro il primo e 240mila euro il secondo.
Le cifre sono troppo sbilanciate sui direttori rispetto agli amministratori? Reggianini, ex segretario Pd, è stato eccessivamente 'coccolato' da Bosi che nel comunicato stampa si è dilungato in ringraziamenti? Tutto vero. Ma un risultato concreto Bosi, giocando nel campo minato del Partito democratico, lo ha portato a casa: ha ottenuto che quei soldi rubati alla collettività in qualche modo possano tornare nelle casse della Agenzia. E di questo (video sopra) è giustamente orgoglioso. Uno scenario insperato alla vigilia, che il nostro stesso giornale ha più volte dubitato potesse andare in porto, e che invece si è materializzato.
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E va detto.Sì, perchè il caso Amo crea un precedente significativo: i vertici di un ente che subisce il furto da parte di un dipendente infedele, non possono chiamarsi fuori in termini di responsabilità oggettiva sui controlli.
Un precedente importante, soprattutto se si considera il silenzio e la linea totalmente autoassolutoria che da mesi vige in Fondazione di Modena. Ovviamente i due enti sono giuridicamente diversi (il primo è una partecipata, il secondo è un ente privato), ma i paralleli sono tanti e a palazzo Montecuccoli l'ammanco - stando alle cifre della Fondazione stessa - è doppio rispetto a quello fatto registrare in Amo e veleggia sul milione e 100mila euro.In questo contesto stupisce la richiesta avanzata questa mattina in conferenza stampa dal gruppo di Fdi di Modena, al gran completo con l'importante assenza del deputato Daniela Dondi, che chiede le dimissioni di Bosi. Per Fdi a dimettersi deve essere l'amministratore che è riuscito nell'impresa (va bene, forse imperfetta) di far pagare ai vertici di Amo le colpe per i propri mancati controlli.
E sulla Fondazione di Modena? Fdi su questo tema si limita a presentare interrogazioni e a chiedere chiarezza e - a parte l'onorevole Dondi - si guarda bene dal chiedere le dimissioni del presidente e del direttore generale.
Un quadretto che fa dire a Bosi: 'Il capogruppo di Fdi a Modena dimostra di essere in confusione'.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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