Sono alcune delle novità emerse questa mattina nel corso dell'Assemblea dei soci di AMO (presenti 26 comuni soci e la provincia per il 97,45% delle quote rappresentate), che ha deliberato l'azione di responsabilità nei confronti di chi ricopriva ruoli apicali nei sette anni anni oggetto di movimenti non coerenti con l'attività sociale di AMO. In sintesi, gli ex direttori dell'Agenzia e gli ex Amministratori Unici. Destinatari di lettere di messa in mora per il recupero delle somme. Stesse lettere pur con importi diversi a seconda della funzione e degli anni di mandato alle quali sono arrivate risposte differenti. Con gli ex amministratori unici AMO ha trovato un accordo che evita il contenzioso legale, mentre con gli ex direttori generali il contenzioso legale procede. Le vie per il recupero delle somme venute meno avanzano quindi su binari differenti: da un lato accordo con gli ex amministratori Burzacchini e Reggianini che hanno deciso - afferma Amo - 'anche per evitare gli oneri del contenzioso', di farsi carico delle somme a loro riferibili, e dall'altro gli ex direttori non hanno scelto di intraprendere la stessa strada lasciando ad aMo, come unica alternativa per il recupero delle risorse ricondotte al perimetro delle loro deleghe, la procedura giudiziaria, con l’esercizio dell’azione di responsabilità oggi deliberata dall’Assemblea dei soci.
Reggianini e Burzacchini, accordo per pagare, ma quanto?
Alla domanda rivolta questa mattina su quale cifra è stata riferita agli ex amministratori unici, e della quale loro stessi si faranno carico, l'Amministratore Unico attuale Andrea Bosi non si sbilancia: 'La cifra è secretata, oggetto di indagine'. Ma facendo riferimento a quanto già emerso, supererebbe i 67.000 euro, ovvero quella quota parte dell'ammanco totale non attribuita direttamente alla ex dipendente. Lo scorso dicembre era emerso che la cifra oggetto del decreto ingiuntivo nei confronti della ex dipendente ammontava a 448.157 euro, su un totale dell'ammanco di 515.000 euro. Di fatto una somma restante di 67.000 euro. Oggi a fronte dell'aumento di 67.000 euro rispetto ai 515.000 euro, per un importo totale dell'ammanco salito a 582.000 euro (e rimanendo invariata la cifra contestata alla ex dipendente), è presumibile che la somma rimanente, riferita per le rispettive responsabilità di funzione ai ruoli apicali, sia aumentata in proporzione.Pignoramento di beni mobili per l'ex dipendente
C'è un altro passaggio importante emerso nell'assemblea dei soci di oggi. AMO parla di unica alternativa per il recupero delle somme. Elemento che mostra quanto si stia rivelando sempre più improbabile, o quanto meno difficile, il recupero delle somme da parte delle ex dipendente, accusata di peculato, ritenuta responsabile di buona parte dell'ammanco totale, ovvero di 448.157 euro. Su questo fronte, dopo aver ottenuto dal Tribunale (all’esito dell’udienza tenuta lo scorso 27 novembre) la Provvisoria esecutività del Decreto ingiuntivo a suo carico, è stato seguito recentemente il pignoramento dei beni mobili. Parallelamente, a dicembre AMO ha ottenuto il parere legale per valutare i presupposti di azione di responsabilità sociale, da sottoporre ai Soci. In sostanza, visto che l'obiettivo prioritario è recuperare i soldi sottratti, se non ci riesce attraverso la ex dipendente, per la parte a lei contestata, si agisce attraverso gli ex direttori e gli ex amministratori. Attraverso l'azione di responsabilità civile deliberata oggi per le somme ascrivibili direttamente a ciascuna funzione ricoperta.Bosi: 'Gli ex amministratori hanno dimostrato senso civico, sono vittime di quanto accaduto'
L'attuale Amministratore Unico Bosi, nel corso dell'Assemblea dei soci, va oltre la comunicazione delle procedure e delle risposte giunte dagli ex amministratori ed ex direttori alle lettere di messa in mora, usando parole di plauso amministrativo e politico rispetto alla risposta fornita dai suoi predecessori Burzacchini e Reggianini alla loro messa in mora, arrivando a dichiararli 'vittime di quanto accaduto'. 'E' uno straordinario esempio di senso civico derivante anche dallo svolgimento dell’attività professionale esercitata - commenta l’attuale Amministratore Unico Andrea Bosi – che consente alla Società di evitare due ulteriori cause civili e allo stesso tempo di rientrare in tempi brevi di una parte non trascurabile del danno economico subito'.Gli ex amministratori, coì come gli ex direttori, destinatari di richieste di indennizzo in sede civile per i fatti accaduti potranno a loro volta rivalersi sul responsabile che verrà individuato in sede penale, all’esito del procedimento instaurato a seguito della denuncia da parte di aMo.
Nell’ambito dell’Assemblea sono stati anche illustrati gli ulteriori passi compiuti per la riorganizzazione della Società all’insegna della legalità e della Trasparenza: l’Implementazione del Modello 231 e l’adozione del nuovo Piano anticorruzione e trasparenza 2026-2028.



