'L’azione di responsabilità avviata e i nuovi sviluppi delle indagini sull'ammanco Amo confermano che al di là delle diverse reazioni politiche, i muri si stanno fisiologicamente sgretolando, quasi in modo naturale. Dopo il primo muro, quello che aveva portato anche gli amministratori a puntare il dito esclusivamente contro una dipendente, ora iniziano a cedere anche gli altri muri, e con essi anche i tentativi maldestri di alcuni soggetti di escludere a priori eventuali responsabilità oggettive da parte dei vertici dell’azienda'. A parlare, dopo la conferenza stampa di ieri di Andrea Bosi, è il capogruppo di Forza Italia a Modena, Piergiulio Giacobazzi.
'Il via libera all’azione di responsabilità civile deliberata dall’Assemblea dei soci nei confronti dei ruoli apicali segna un cambio di prospettiva importante e che conferma ciò che era intuibile fin dall’inizio. Ho ripetuto per mesi che bisognava solo avere pazienza. Se è facile esprimere giudizi politici e di opportunità politica, è necessario conoscere le carte per ricostruire responsabilità e dinamiche interne. Ed è proprio per questo che alcune astensioni nell’assemblea di ieri, nel voto espresso da alcuni sindaci, possono essere comprese. Senza documentazione o con documentazione monca, non si può pretendere che la politica supplisca al lavoro degli inquirenti, soprattutto sulle conclusioni.
Passo dopo passo, sta emergendo un quadro molto più ampio e complesso rispetto alla narrazione iniziale. Sapevo che si sarebbe arrivati a questo punto. E non per presunzione, ma perché era evidente che la vicenda non potesse esaurirsi 'in una sola puntata'. Questa è una pagina molto importante per la politica modenese. Non solo perché restituisce verità a una comunità che ha diritto di sapere cosa sia accaduto in un’azienda pubblica, e con i soldi pubblici, ma anche perché dimostra che il tempo delle semplificazioni è finito'.


