Non se ne avrà a male se sono nauseabondo, tuttavia ritengo doverosa una riflessione in merito alla vicenda che coinvolge i vertici della Fondazione di Modena, oggetto nelle ultime settimane di un’ampia esposizione pubblica e di comprensibile attenzione da parte della cittadinanza.
Al di là dei profili tecnici e delle eventuali responsabilità che saranno accertate nelle sedi competenti, ciò che appare particolarmente rilevante è la dimensione dell’opportunità istituzionale. Chi ricopre ruoli apicali in enti di così marcata rilevanza territoriale non è chiamato soltanto al rispetto formale delle norme, ma anche a valutare l’impatto delle proprie scelte e delle proprie dichiarazioni sul piano della credibilità e della fiducia pubblica.In questo senso, talune esternazioni rese alla stampa, così come alcune espressioni percepite come inopportune rispetto alla delicatezza del momento, hanno spezzato quel rapporto fiduciario che costituisce il presupposto stesso dell’autorevolezza istituzionale.
La mia formazione scolastica mi riporta a un termine forse desueto ma estremamente efficace: “albagia”, ossia quella forma di presunzione e di eccessiva considerazione di sé che mal si concilia con la sobrietà e il senso della misura richiesti a chi esercita responsabilità pubbliche. Il principio di opportunità istituzionale implica la capacità di compiere scelte orientate non alla mera permanenza nell’incarico, ma alla tutela dell’ente e della sua reputazione. È su questo terreno che si misura la statura di una classe dirigente.
Quanto al dibattito politico cittadino, sorprende una certa difficoltà nel trasformare una vicenda così significativa in un momento di autentico confronto pubblico. Dopo una lunghissima, tediosa stagione di continuità amministrativa (è il caso di dire: 'ottant'anni e non sentirli'), ci si sarebbe attesi boati e non timidi mormorii da parte dell'opposizione. Ma, come si suol dire, ogni tempo ha i suoi risvegli... Confido che il dibattito pubblico possa proseguire con rigore e trasparenza e che gli organi di informazione continuino a svolgere il proprio ruolo di presidio democratico, nell’interesse della comunità modenese.Con osservanza Michelangelo Garofalo



