Gentile direttore,
Ho letto con interesse la lettera del conducente di autobus in pensione, nella quale si denunciavano alcune imprudenze da parte di suoi colleghi. Riflessioni condivisibili, che meritano attenzione e rispetto.
Ciò nondimeno, se si vuole davvero affrontare il tema del trasporto pubblico modenese con onestà intellettuale, l’analisi deve essere più ampia e approfondita.
Chi utilizza quotidianamente l’autobus si trova sovente a viaggiare in condizioni che definire problematiche è riduttivo: mancato rispetto delle regole, persone, soprattutto non italiane, che salgono sistematicamente senza biglietto, musica ad alto volume, discussioni accese tra passeggeri quando qualcuno osa richiamare al rispetto delle norme, scarsa presenza di controllori e conseguente percezione di impunità.
In questo contesto, molti utenti avvertono anche una carenza di intervento e di responsabilizzazione immediata da parte di chi è alla guida, pur comprendendo le difficoltà e le condizioni non sempre semplici in cui gli autisti operano, spesso con carichi di lavoro pesanti, paghe poco entusiasmanti e in situazioni di scarsa sicurezza. Il rispetto per la categoria non è in discussione: ciò che si chiede è un sistema che funzioni meglio.
Un ulteriore aspetto riguarda gli orari: è degno di una città che ama definirsi civile e proiettata verso la sostenibilità avere le ultime corse non più tardi delle 20:30?
Se vogliamo incentivare davvero l’uso del mezzo pubblico e ridurre il traffico privato, occorre offrire un servizio affidabile, sicuro e con fasce orarie adeguate alle esigenze di tutti i cittadini, non solo degli studenti.Il trasporto pubblico è un presidio di civiltà e progresso. Proprio per questo non può essere lasciato in una situazione percepita da tanti come anarchica. È pertanto necessario che Comune e azienda di gestione affrontino il tema con decisione, ascoltando sia il personale sia l’utenza, per costruire soluzioni concrete e condivise.
Solo con un’analisi a 360 gradi e con interventi mirati si può ambire a una città realmente progredita. Diversamente, rischiamo di aggiungere un ulteriore tassello a quel senso di inciviltà ormai percepito anche dai più distratti.
Cordialità
Remo Malvezzi



