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Asserragliato da otto ore, Francesco Amato si è arreso: ostaggi illesi

Asserragliato da otto ore, Francesco Amato si è arreso: ostaggi illesi

Alle 16.4 il condannato dai Aemilia che teneva in ostaggio 4 persone si è arreso ed è stato scortato in caserma dai carabinieri


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Dopo otto lunghissime ore di terrore, Francesco Amato, il condannato a 19 anni nel processo Aemilia, si è arreso e ha rilasciato gli ostaggi nell'ufficio postale di Pieve Modolena: i carabinieri, che lo hanno caricato in auto e portato in caserma.



Francesco Amato, 55 anni originario di Rosarno, in provincia di Reggio  Calabria, condannato in primo grado a 19 anni nel processo Aemilia ha tenuto in ostaggio, armato di coltello, la direttrice e tre dipendenti dell'ufficio postale di via fratelli Cervi a Reggio Emilia. I nuclei speciali dei carabinieri sono entrati prima nei locali comunicanti nell'edificio di via fratelli Cervi dove hanno sede oltre all'ufficio postale anche diversi appartamenti. Dopo ore di trattativa per il rilascio degli ostaggi, con l'ausilio dei parenti del sequestratore che pur condannando il gesto proclamano l'innocenza dell'uomo ritenendo che il folle gesto sarebbe motivato proprio dalla volontà di ribellarsi alla condanna, Amato si è arreso.

Il governatore emiliano

'Il primo pensiero va a chi è rimasto ostaggio per tante ore e ai loro familiari, tornati finalmente alla libertà i primi e a un minimo di tranquillità i secondi. E’ a loro che si stringe l’intera comunità regionale.

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E a nome di tutti gli emiliano-romagnoli, voglio ringraziare le forze dell’ordine, i vertici dei Carabinieri, i militari e gli agenti impegnati sul campo, gli inquirenti e magistrati che hanno portato a termine un’operazione complessa e difficile senza che ci fossero conseguenze ancor più tragiche rispetto comunque alla drammaticità di quanto successo. Un’occasione, infine, per ribadire la volontà delle istituzioni e della società regionale di contrastare con forza tutte le mafie e le infiltrazioni della criminalità organizzata, cui l’Emilia-Romagna si oppone con determinazione, senza voltarsi dall’altra parte, prendendo a esempio il processo Aemilia che si è appena chiuso e il lavoro d’indagine che è stato svolto”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dopo il rilascio degli ostaggi.

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