Oggi incidente probatorio, rinviato il 15 febbraio, per acquisire le testimonianze di tre cittadini stranieri, connazionali e colleghi di lavoro dell'indagato che a casa avrebbero incontrato Gaaloul, che aveva gli indumenti sporchi di olio, la mattina del giorno del ritrovamento del corpo di Alice Neri. Il 18 novembre. Data sulla quale non c'è certezza, almeno stando alle dichiarazioni dei tre testimoni.
Ahmed, uno di loro, da noi avvicinato al termine della sua deposizione, afferma di ricordare l'incontro con Mohamed sporco d'olio, come era spesso, ma non il giorno. Elemento chiave nell'inchiesta. Conferma le tracce di olio ma le attribuisce al cambio di olio sulla macchina di Salah, il cugino di Galooul. 'Galooul era sempre sporco di materiali da lavoro - afferma Hamed - e ci disse che aveva cambiato l'olio'. Ahmed afferma inoltre che in casa erano in tre (i tre comparsi questa mattina davanti al Giudice), ma ribadisce appunto di non ricordare il giorno.

Presenti in tribunale in una udienza che si prevede fiume, anche la moglie di Galoul e il cugino del principale indiziato, Salah, titolare della ditta in cui lavoravano i tre connazionali sentiti oggi. 'Conoscendo Mohammed non lo credo capace di una cosa simile, non ho potuto parlare con lui non mi è stata concessa una visita in carcere. L'olio sugli indumenti? Mohammed era sempre sporco di vernice olio e altri materiali utilizzati sul lavoro'. Gli chiediamo se Mohamed e Alice si conoscevano: 'Non mi risulta' e alla domanda se avesse mai parlato di Alice risponde 'no'.
Da verificare anche l'intercettazione ambientale carpita ai tre testimoni prima dell'interrogatorio in caserma dei carabinieri, intercettazione già al vaglio dell'avvocato della difesa e che ora verrà confrontata con le parole dei tre davanti al giudice.
Gianni Galeotti
Foto in alto scattata nella udienza scorso a Gaaloul, sopra scattata oggi



