L'uomo, che avrebbe agito in preda ad un raptus tale da lasciarlo sotto choc sul luogo del delitto fino all'arrivo dei Carabinieri della locale stazione che lo hanno immobilizzato ed arrestato, era già stato ricoverato per problemi mentali nel 2015. Una personalità sicuramente travagliata quella dell'uomo, descritto dai vicini come persona molto riservata, così come riservata era la famiglia nella quale l'uomo viveva nel vicolo nei pressi della principale piazza del paese prima con lo zio (ambulante come lui in Italia da almeno una decina di anni) ed il fratello dello zio e, da gennaio, con la zia ed il cugino di 17 anni arrivati in Italia grazie al ricongiungimento famigliare. Il 32 enne accusato dell'efferato omicidio negli circa dieci anni di permanenza in Italia, aveva lavorato come operaio soltanto per qualche mese in modo regolare.
Ma è proprio sul contesto interno e intorno alla famiglia, soprattutto dopo l'arrivo in Italia della zia, che si concentra il lavoro degli inquirenti coordinati dal PM Graziano della Procura di Modena. La medicina legale fornirà il quadro completo che emergerà dalle analisi sul corpo della donna lunedì, ma la dinamica dell'omicidio emersa dalla scena del crimine è chiara. La donna sarebbe stata colpita da una trentina di coltellate, di cui tre alla gola ed le altre all'addome e alla schiena, quasi a sottolineare un folle accanimento sul corpo della donna. Un'azione brutale ed improvvisa commessa con un coltello da cucina a quanto pare mentre la donna era intenta ai fornelli. Un raptus che dalle testimonianze dei vicini non sarebbe stato anticipato da nessun litigio. In quel momento in casa c'erano solo l'omicida e la sua vittima. A dare l'allarme il figlio di lei di 17 anni, rincasato poco dopo il delitto. Dato l'allarme i Carabinieri sono intervenuti mentre l'uomo era ancora in casa. I militari lo avrebbero visto ancora con il coltello in mano.
Gi.Ga.
Foto: TvQui Modena



