La guardia di finanza di Carpi, insieme a quella di Rimini ha scoperto un giro di fatture false per 14 milioni di euro utilizzate da una srl che operava nel settore dei prodotti elettronici e in particolare di quelli destinati al settore automobilistico in base a operazioni soggettivamente inesistenti per ottenere ingiustificate detrazioni dell’Iva per circa 2,5 milioni di euro. E' scattato ora il sequestro dei beni disposto dal gip di Rimini, Vinicio Cantarini, nei confronti di G.A., di 45 anni, ritenuto responsabile della frode Iva, con l’apposizione del blocco giudiziario a saldi di conto corrente, quote azionarie, strumenti finanziari, liquidità comunque riconducibili all’indagato.
Oltre 60 le fatture incriminate, emesse da due srl con sede dichiarata nel milanese nei confronti dell’azienda riminese. Quest’ultima, solo formalmente con sede legale a Carpi, ma in realtà con base operativa a Rimini, dove è avvenuta la contabilizzazione dei documenti falsi, senza che ci fosse alcuna movimentazione di merci tra i fornitori lombardi e l’acquirente riminese, come hanno dimostrato gli accertamenti incrociati delle Fiamme gialle di Carpi.
Particolare balzato subito all’attenzione è stata anche però la velocità di pagamento rispetto alla data di emissione delle fatture, che nel giro di pochi giorni venivano puntualmente saldate tramite bonifici bancari, comportamento assai anomalo visto che in ambito commerciale gli accordi prevedono sempre pagamenti a 30 o addirittura 60 o 90 giorni.
L’azione complessiva di polizia economico-finanziaria attuata a tutela delle entrate dello Stato dai diversi Reparti della Guardia di finanza, intervenuti nell’operazione “Tricky tron”, ha così consentito di scoprire la truffa.
Fatture false per 14 milioni, sequestri a una azienda di Carpi
Oltre 60 le fatture incriminate, emesse da due srl con sede dichiarata nel milanese nei confronti dell'azienda carpigiana operativa a Rimini
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