Sono queste le conclusioni delle 14 pagine della memoria che ieri l'ex ministro Carlo Giovanardi ha letto davanti alla Giunta per le autorizzazioni del Senato. Parliamo della indagine della Direzione antimafia di Bologna che contesta all'ex senatore i reati di minaccia a corpo politico, amministrativo e giudiziario dello Stato, minaccia a pubblico ufficiale, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio con l'aggravante mafiosa: tutti reati che, secondo l'accusa, sarebbero stati commessi nel tentativo di 'salvare' dall'interdittiva antimafia la Bianchini costruzioni.
Giovanardi nella sua articolata difesa inserisce le sue azioni a favore della Bianchini all'interno di una legittima attività parlamentare: ricordiamo che nel primo grado del processo Aemilia Augusto Bianchini è stato condannato a 9 anni e 10 mesi e la moglie Bruna Braga a 4 anni.
'L'affermazione che ero a conoscenza dei rapporti con la Ndrangheta intrattenuti da Augusto Bianchini è una macroscopica menzogna smentita proprio dallo stesso materiale fornito dal Gip - afferma Giovanardi -. Non soltanto infatti i Bianchini mi hanno ripetutamente giurato di non avere mai avuto rapporti con la Ndrangheta, ma nel video illegittimamente mostrato al processo Aemilia, in cui il sottoscritto, senatore in carica, viene ripreso da Alessandro Bianchini nel suo studio nell'esercizio delle sue funzioni senza aver chiesto l'autorizzazione a questa Giunta, incalzo ripetutamente i Bianchini a dirmi tutta la verità, perchè se ci fossero state ombre sul loro comportamento sarebbero certamente emerse. Le mezze frasi della moglie su una cambiale o sulla ditta Giglio operante allora legalmente nel settore edile e relativa alle operazioni della Bianchini, non fanno mai nessun riferimento implicito o esplicito alla Ndrangheta, anzi sia Augusto che Alessandro lo negano decisamente'. E ancora: 'E' vero che Augusto Bianchini e Bruna Braga sono stati condannati nel primo grado del processo Aemilia, ma i due figli minori presenti a quell'incontro sono stati assolti da ogni accusa e ad Alessandro non è stata riconosciuta l'aggravante mafiosa.
Capitolo ad hoc delle 14 pagine di difesa presentate da Giovanardi è dedicato poi ai rapporti tra lo stesso Giovanardi e l'ex viceprefetto Mario Ventura.
'Ho sempre avuto amicizia e stima del dottor Ventura: quando ero sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ho ripetutamente e legittimamente segnalato all'allora sottosegretario agli Interni e poi ministro della Giustizia Nitto Palma, che sarebbe stato giusto promuoverlo prefetto in una sede fuori Modena - scrive Giovanardi nella sua difesa -. Un truffatore della Safi, parlando con un pregiudicato, avrebbe detto che 'il dottor Ventura è amicissimo di Giovanardi e che sembra non muova foglia che lui non voglia'. Ventura non mi ha mai messo a conoscenza di nessun segreto della Prefettura, non ho mai avuto verbali della Commissione prefettizia e mi limitavo a diffondere le motivazioni delle interdittive quando il testo era stato messo a disposizione delle stesse aziende colpite. Sino all'arresto dei Bianchini io ero completamente all'oscuro di indagini nei loro confronti'.
Durante l'audizione di ieri Pietro Grasso ha chiesto chiarimenti a Giovanardi sulle sue conoscenze rispetto a precedenti procedimenti dei Bianchini, dopodichè la seduta si è chiusa.
A questo punto starà alla giunta per le autorizzazioni
Giuseppe Leonelli



