A parlare è Giacomo Strucchi, ventenne che ieri sera mentre stava camminando insieme ad un amico in via dell'Alloro, laterale di Rua Muro, in pieno centro storico a Modena, è stato avvicinato da un ragazzo straniero, con un cappuccio in testa e con il volto parzialmente travisato da un passamontagna.
Giacomo racconta ricordando quei momenti terribili: 'Passeggiavamo tranquillamente quando abbiamo notato questo ragazzo in evidente stato alterazione non sappiamo se per alcol o droga, avvicinarsi a noi con la scusa di chiedere una sigaretta. Aveva un braccio dal quale usciva sangue. Non abbiamo nemmeno fatto in tempo a rispondere che ha estratto il coltello e lo ha puntato al petto del mio amico intimandogli, parlandogli all'orecchio, di consegnarli il cellulare. Gli è stato dato. Contestualmente mi sono un pò discostato per evitare una eventuale reazione e chiedendo aiuto a due passanti. Poi ho individuato un auto della guardia di Finanza. Agli operatori ho raccontato il fatto. Mentre ero al telefono col la questura. Dopo alcuni minuti una Volante della Polizia di Stati era lì avviando la ricerca del giovane che nel frattempo si era allontanato. Sono scosso, dal fatto che è avvenuto in pieno centro e nel tardo pomeriggio, ma ciò che devasta è il fatto che possa capitare a chiunque. Cosa sarebbe successo se ci fosse stata una ragazza, magati da sola. E' terribile il solo pensarci'.
Giacomo, universitario, è rappresentante degli studenti di Azione Universitaria a Unimore. ''Non voglio fare una polemica politica o un discorso di parte. Dico solo che oggi il problema di sicurezza è oggettivo e quello dell'immigrazione è collegato nei numeri a quello della criminalità. Fatto sta che oggi a Modena è difficile vivere in sicurezza e non avere paura anche solo facendo una passeggiata in centro.
Gi.Ga.
Nella foto Giacomo Strucchi, testimone dell'aggressione



