Solo grazie al pronto intervento di una funzionaria della Questura di Modena fuori servizio che ha notato una persona sospetta e ha chiamato i colleghi della squadra volente, la Polizia ha arrestato un cittadino albanese pluripregiudicato di 25 anni, ladro seriale specializzato nella commissione di furti in abitazione. Già espulso lo scorso mese di agosto dal territorio nazionale ma rientrato in Italia clandestinamente e con documenti falsi.
Il tutto accade intorno alle 19 di sabato. La funzionaria della Questura di Modena libero dal servizio, transitando in via Araldi a bordo della propria auto, ha notato a distanza un uomo, con una piccola ricetrasmittente in mano, uscire da un cortile e salire su un’automobile sopraggiunta ad alta velocità. La donna ha subito avvertito i colleghi della questura e si è messa all'inseguimento della Fiat Croma con a bordo due uomini. Informando in tempo reale aggiornamenti sui loro spostamenti. Un inseguimento che procede fino in via Vignolese, dove l'auto si ferma e i due escono dall'auto scappando in direzioni opposte. Uno di loro riesce a scappare, scavalcando diverse recinzioni. Dopo un breve inseguimento, l’albanese viene invece bloccato all’interno del parchetto prospiciente la “Casa dello Studente”.
La perquisizione sulla sua persona estesa al veicolo ha dato esito positivo: sono stati - infatti - rinvenuti nelle tasche del giubbotto e all’interno dell’autovettura, oltre ad un paio di guanti e ad una torcia, vari monili in oro con pietre preziose, diversi orologi, un tagliacapelli, quattro paia di scarpe firmate ed un salvadanaio. Da un sopralluogo presso il palazzo dove era stato intercettato il ladro, gli agenti hanno potuto constatare che la finestra della cucina dell’appartamento al primo piano era stata divelta e tutti i locali erano completamente a soqquadro.
La refurtiva, appartenente in parte al proprietario dell’appartamento di via Araldi ed in parte ad una signora che nel pomeriggio aveva denunciato un furto ai danni della propria abitazione, è stata riconsegnata ai legittimi proprietari. L’albanese, che lo scorso luglio era stato espulso coattivamente con accompagnamento alla frontiera e divieto di reingresso in Italia per tre anni ad opera di personale della Questura di Torino, era con molta probabilità rientrato in Italia cambiando provincia per mettere a segno nuovi furti.
Trattenuto presso le camere di sicurezza della locale Questura, come disposto dal Magistrato di turno, sarà processato questa mattina con rito direttissimo.



