I carabinieri del Ros, insieme ai ai militari del comando provinciale di Reggio Emilia, hanno eseguito oggi la confisca di beni per oltre 11 milioni nei confronti del 52enne Antonio Muto. Il provvedimento, emesso dalla Corte d'Appello di Bologna, è scattato in seguito alla condanna a 8 anni e 6 mesi di reclusione, divenuta irrevocabile, riportata dall'uomo nell'ambito del processo 'Aemilia' contro la 'ndrangheta.
A Muto, insieme al fratello Cesare (detti i 'Ciampolini') sono stati contestati diversi reati tra cui quello di associazione mafiosa, in quanto sodali della cosca Grande Aracri di Cutro, nel cui interesse gestivano attività imprenditoriali intestate a prestanome. Nell'elenco dei beni confiscati tra Reggio Emilia, Parma, Mantova e Crotone figurano 5 aziende nel settore degli autotrasporti ed immobiliare, 23 immobili, 92 veicoli e 9 rapporti bancari.
Mafie, confiscati ad Antonio Muto beni per 11 milioni
In seguito alla condanna a 8 anni e 6 mesi di reclusione, divenuta irrevocabile, riportata dall'uomo nell'ambito del processo Aemilia contro la 'ndrangheta
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