I due, mediante l’uso di un’autovettura, poi risultata essere intestata a prestanome, erano soliti, nella fascia oraria tra le 17 e le 22, introdursi all’interno di abitazioni (nonostante la presenza degli ignari proprietari) attraverso l’utilizzo di strumenti ed arnesi necessari per rimuovere o barriere esterne o per scardinare casseforti per poi rubare monili in oro, orologi e soldi in contanti. L’attività d’indagine ha permesso di stimare il bottino in circa 400mila euro. Le perquisizioni delegate hanno permesso di rinvenire parte della refurtiva che tuttora è in corso di quantificazione e di inventario al fine di risalire ai legittimi proprietari. I due indagati, all’atto dell’esecuzione dell’ordinanza in data odierna, si trovavano già reclusi all’interno della casa circondariale di Modena, dove erano rinchiusi dal 9 novembre 2024, a seguito dell’esecuzione del provvedimento di fermo emesso da questa Autorità Giudiziaria in relazione a 16 dei 19 episodi di reato contestati. Uno dei due indagati, all’atto dell’esecuzione del fermo, irregolare sul territorio nazionale, è stato rintracciato nel comune di Rubiera ed è risultato altresì destinatario di un ordine di esecuzione per una pena detentiva ad un anno e un mese di reclusione per lesioni. In occasione della convalida del fermo, sono stati individuati altri tre episodi delittuosi, nonché acquisiti ulteriori riscontri confermativi della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza anche per i 16 episodi già contestati. Per queste ragioni, è stata richiesta unitamente alla rinnovazione della misura, una nuova ordinanza cautelare che il Giudice per le Indagini Preliminari di Modena ha accolto integralmente, applicando la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di entrambi gli indagati.
Modena, 19 furti in abitazione: arrestati due albanesi
L’attività d’indagine ha permesso di stimare il bottino in circa 400mila euro
I due, mediante l’uso di un’autovettura, poi risultata essere intestata a prestanome, erano soliti, nella fascia oraria tra le 17 e le 22, introdursi all’interno di abitazioni (nonostante la presenza degli ignari proprietari) attraverso l’utilizzo di strumenti ed arnesi necessari per rimuovere o barriere esterne o per scardinare casseforti per poi rubare monili in oro, orologi e soldi in contanti. L’attività d’indagine ha permesso di stimare il bottino in circa 400mila euro. Le perquisizioni delegate hanno permesso di rinvenire parte della refurtiva che tuttora è in corso di quantificazione e di inventario al fine di risalire ai legittimi proprietari. I due indagati, all’atto dell’esecuzione dell’ordinanza in data odierna, si trovavano già reclusi all’interno della casa circondariale di Modena, dove erano rinchiusi dal 9 novembre 2024, a seguito dell’esecuzione del provvedimento di fermo emesso da questa Autorità Giudiziaria in relazione a 16 dei 19 episodi di reato contestati. Uno dei due indagati, all’atto dell’esecuzione del fermo, irregolare sul territorio nazionale, è stato rintracciato nel comune di Rubiera ed è risultato altresì destinatario di un ordine di esecuzione per una pena detentiva ad un anno e un mese di reclusione per lesioni. In occasione della convalida del fermo, sono stati individuati altri tre episodi delittuosi, nonché acquisiti ulteriori riscontri confermativi della sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza anche per i 16 episodi già contestati. Per queste ragioni, è stata richiesta unitamente alla rinnovazione della misura, una nuova ordinanza cautelare che il Giudice per le Indagini Preliminari di Modena ha accolto integralmente, applicando la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di entrambi gli indagati.
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