Una operazione sfociata nel blitz del 30 marzo, ma iniziata settimane prima, a seguito di numerose segnalazioni relative ad uno strano movimento di soggetti sulla piazza vignolese e ad una presunta attività di spaccio. Controlli che hanno permesso di restringere il campo di azione e di individuare in un’abitazione a Vignola, dimora di uno dei due albanesi e della compagna moldava, la base logistica dell’attività illecita.
I sospetti degli investigatori hanno avuto conferma: all’interno dell’abitazione, dove al momento della perquisizione si trovavano le ragazze, raggiunte successivamente dai due uomini, sono stati rinvenuti nascosti nei cassonetti delle tapparelle 6,5 kg di cocaina e 2.500 euro in contanti. Con l’ausilio dell’unità cinofila della Polizia Locale sono stati recuperati altri 38 kg di hashish, occultati in un borsone da viaggio, impacchettati e pronti per la distribuzione all’ingrosso.
Ritenendo che anche l’altro albanese potesse nascondere droga e denaro, frutto dell’attività delittuosa, gli agenti hanno sottoposto a perquisizione anche il suo appartamento, dove è stata trovata e sequestrata la somma di 161.000 euro, suddivisa in pacchetti termosaldati da 10.000 euro ciascuno, oltre a bilancini di precisione e diverso materiale atto al confezionamento di sostanza stupefacente.
Al termine delle incombenze di rito, i quattro indagati sono stati tradotti presso la locale Casa Circondariale su disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente, in attesa della celebrazione dell’udienza di convalida all’esito della quale il G.I.P. del Tribunale di Modena ha disposto la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere per i due uomini e la liberazione delle due donne.



