In memoria del Funzionario di Polizia, questa mattina nel piazzale antistante la sede della locale Questura di Modena, è stata deposta una corona di alloro alla stele a lui dedicata alla presenza delle autorità.
Il questore di Modena, Silvia Burdese, nel suo discorso, ha ricordato la generosità, l’altruismo, il coraggio e l’abnegazione che hanno contraddistinto il giovane funzionario di Polizia. 'Commemorarlo a Modena, davanti alla Questura, all’ombra dell’olivo piantato in suo onore, significa farne memoria attiva in segno di continuità, ma anche di proiezione della sua nobile opera in questo tempo e su questo territorio… Queste lapidi ci parlano tutt’oggi, ci richiamano ad un’etica della responsabilità, che va oltre quei contesti e quel tempo, un’etica che può essere di forte ispirazione del quotidiano agire specie di chi opera per il bene pubblico, un’etica che ci impone di costruire precondizioni di legalità, in cui muoverci tutti serenamente'.
Ricordato anche il Capo di Gabinetto della Questura di Modena Francesco Vecchione, che, negli stessi anni, salvò da deportazione sicura molti ebrei modenesi.
Dopo l’indirizzo di saluto del Sindaco di Modena, Giancarlo Muzzarelli, e l’intervento del Presidente della Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, Tiziana Ferrari, ha preso la parola il referente Provinciale dell’Associazione “Giovanni Palatucci”, Davide Rioli, che ha tracciato un breve profilo storico di Palatucci.
Durante la sua permanenza a Fiume come funzionario di pubblica sicurezza, Giovanni Palatucci si adoperò per salvare centinaia di ebrei dalle persecuzioni razziali. A Palatucci è attribuita anche la distruzione di numerosi fascicoli di cittadini di religione ebraica per sottrarli alla deportazione, dal 1937, anno del suo arrivo a Fiume come responsabile dell’ufficio stranieri, sino al giorno del suo arresto. Fu inoltre l’autore di una segreta azione politica e di un piano per assicurare l’italianità dell’Istria e farne un territorio indipendente.



