Per dissimulare quanto accadeva all'interno degli immobili, era stata apposta sulla porta d'ingresso la cartellonistica di un Centro di Assistenza Fiscale (CAF). Le ragazze venivano contattate dai clienti mediante annunci inseriti su siti di incontri e gli appuntamenti venivano fissati presso uno degli immobili in questione. I due cittadini italiani si occupavano del reperimento degli immobili, attraverso una fittizia intestazione dei contratti di locazione e la gestione degli adempimenti burocratici relativi agli stessi, per poi concederli in locazione a scopo di esercizio di una casa di prostituzione alle ragazze, sfruttandone l'attività richiedendo loro un canone di affitto superiore di gran lunga ai prezzi di mercato (300/400 curo settimanali).
I cinque indagati rumeni, oltre ad intrattenere i rapporti con i due cittadini italiani ed a monitorare gli spostamenti delle ragazze per evitare di attirare l'attenzione del vicinato, incassavano parte delle somme derivanti dall'attività di prostituzione. Nel corso delle perquisizioni domiciliari, all'interno dell'abitazione di uno dei due italiani sono stati rinvenuti e sequestrati 40mila euro in contanti. Nell'ottobre 2022, nel corso dell'attività d'indagine, la Squadra Mobile aveva proceduto al sequestro preventivo di uno dei locali in questione in quanto durante un controllo aveva riscontrato che lo stesso era stato trasformato ad uso abitativo, ovvero in maniera difforme dalla sua destinazione d'uso, rinvenendo anche materiale comprovante l'attività di prostituzione. Sono in corso ricerche sia sul territorio nazionale sia all'estero volte al rintraccio di tre indagati.



