Ieri i carabinieri di Sassuolo, hanno dato esecuzione al provvedimento di ripristino della misura della custodia cautelare in carcere, nei confronti di un uomo di 29 anni, di nazionalità marocchina, condannato in primo grado, per omicidio volontario commesso in concorso con il fratello.
Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Tribunale del Riesame di Bologna che ha ritenuto fondate le argomentazioni della Procura evidenziando l’assenza di nuovi elementi idonei a superare la doppia presunzione di pericolosità prevista per il delitto di omicidio, giudicando pertanto inadeguata la misura degli arresti domiciliari.
La Corte di Cassazione, con sentenza pronunciata il 30 gennaio 2026, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla difesa dell’imputato rendendo eseguibile l’ordinanza cautelare del Tribunale del Riesame di Bologna. L’omicidio era stato commesso il 26 aprile 2024 a Castelnuovo Rangone, nel cortile di un’abitazione privata, dove la vittima, Jaouad Dejli 36enne padre di tre figli, separato, era stato colpito da plurimi colpi di arma da taglio.
Le indagini furono condotte dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Sassuolo. All’esito del giudizio abbreviato l’imputato, destinatario della misura cautelare in carcere, è stato condannato, in primo grado, alla pena di 10 anni e 6 mesi di reclusione così ridotta di un terzo per la scelta del rito abbreviato.


