Il profitto del reato è statto quantificato in 717.000 euro. La Squadra Mobile di Reggio, accertata l'incapienza della somma sui conti correnti intestati ai coniugi, ha messo quindi i sigilli anche ad una villa e ad alcuni terreni di loro proprietà. Contestualmente al sequestro, poi, la Polizia ha attuato sei decreti di perqusizioni emessi a carico di altrettanti soggetti sottoposti ad indagine per avere riciclato, attraverso le proprie società 'cartiere', il denaro distratto. L'operazione Perseverance aveva portato nel marzo dell'anno scorso all'esecuzione di sette misure cautelari in carcere su richiesta della Dda, a carico anche dei coniugi modenesi in ordine al reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Questo per un secondo 'incarico' affidato dalla coppia alla cosca. Si trattava di una questione di 'recupero crediti': due milioni di euro di probabile provenienza illecita. Per intimorire il debitore, un imprenditore residente in Toscana, due sodali del clan lo aspettarono fuori casa mostrandogli sia i documenti relativi al presunto credito vantato sia, a scopo intimidatorio, alcune foto dei suoi familiari.
Riciclaggio di denaro: sequestro da 700.000 euro a coppia modenese
Incensurati erano nel mirino degli inquirenti dallo scorso marzo. Si erano rivolti alla criminalità organizzata per estorcere denaro ad una coppia di anziani facoltosi, per poi riciclarlo in società fittizie
Il profitto del reato è statto quantificato in 717.000 euro. La Squadra Mobile di Reggio, accertata l'incapienza della somma sui conti correnti intestati ai coniugi, ha messo quindi i sigilli anche ad una villa e ad alcuni terreni di loro proprietà. Contestualmente al sequestro, poi, la Polizia ha attuato sei decreti di perqusizioni emessi a carico di altrettanti soggetti sottoposti ad indagine per avere riciclato, attraverso le proprie società 'cartiere', il denaro distratto. L'operazione Perseverance aveva portato nel marzo dell'anno scorso all'esecuzione di sette misure cautelari in carcere su richiesta della Dda, a carico anche dei coniugi modenesi in ordine al reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Questo per un secondo 'incarico' affidato dalla coppia alla cosca. Si trattava di una questione di 'recupero crediti': due milioni di euro di probabile provenienza illecita. Per intimorire il debitore, un imprenditore residente in Toscana, due sodali del clan lo aspettarono fuori casa mostrandogli sia i documenti relativi al presunto credito vantato sia, a scopo intimidatorio, alcune foto dei suoi familiari.
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