Un interrogatorio molto breve quello questa mattina ha visto davanti al giudice Leopoldo Scalici, l'uomo di 41 anni, reo confesso dell'omicidio di Benedita Dan, la 40enne nigeriana uccisa sabato notte con numerosi colpi alla testa con una morsa da banco e poi gettata, cadavere, in un fosso alla periferia nord della città. Un interrogatorio nel quale l'uomo ha di fatto ripetuto la confessione spontanea rilasciata ai Carabinieri domenica pomeriggio.
Sul fronte delle indagini che utilizzando i termini usati dal Procuratore 'dovranno vestire questa confessione' gli accertamenti di Carabinieri e Squadra Mobile, coordinati dal PM Mariangela Sighicelli, proseguono sia per accertare lo stato psico fisico dell’uomo nel momento del delitto, sia il contesto in cui questo è accaduto ed il periodo trascorso tra questo e l'abbandono del corpo nel fossato in stradello Toni, in località Albareto.
Dai primissimi risultati dell’autopsia, è stato confermato che ad uccidere Benedita sono stati i violenti colpi al cranio inferti con la morsa da officina. Sul resto del corpo invece sembra non siano emersi segni di violenza.. Si procederà con il prelevare anche tessuti, capelli e campioni di sangue per conoscere meglio le condizioni fisiche in cui si trovava Benedita prima dell'ultimo letale incontro.


