L’accusa per tutti gli indagati è quella di favorire l’assunzione di farmaci e sostanze ad effetti dopanti biologicamente attive, non giustificata da condizioni patologiche, al fine di alterare prestazioni agonistiche di atleti, ovvero di commercializzare tali sostanze e farmaci attraverso canali diversi da quelli autorizzati.
L’indagine trae origine dall’arresto operato dai militari del Nas e del Nucleo Investigativo il 6 gennaio 2019 nei confronti di un culturista e preparatore atletico modenese, trovato con ingenti quantitativi di sostanze vietate.
Il primo luglio 2019 (qui l'articolo), nell’ambito della stessa indagine, era stato arrestato in flagranza di reato un cittadino lituano domiciliato a Modena, culturista e preparatore atletico, risultato fornitore delle sostanze dopanti illecitamente detenute; proprio durante la perquisizione che ha preceduto il suo arresto erano state sequestrate 8.209 unità tra fiale e compresse di farmaci ad effetto dopante dei quali 73 fiale di Nandrolone, farmaco anabolizzante ad effetto stupefacente e 105 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Quest’ultimo, oltre ad essere un punto di riferimento per la vendita in Emilia Romagna di varie sostante ad effetto dopante e anabolizzante, grazie ai collegamenti con soggetti stranieri individuati e considerati broker operanti in Bulgaria, Ucraina, Lituania, Russia e Lettonia, riceveva illegalmente in Italia, attraverso diversi canali, alcuni dei quali accertati essere corrieri privati, le sostanze dopanti fungendo da illegale importatore sul territorio italiano.
Attraverso la collaborazione del Ministero dell’Interno e dell'Interpol, è stato possibile identificare i 6 cittadini stranieri comunitari che, a vario titolo, avrebbero fornito ai contatti in Italia le sostanze anabolizzanti.
Nel corso delle attività investigative sono stati appurati movimenti economici da parte del lituano, (bonifici bancari o altri sistemi di intermediazioni finanziarie), per un valore prossimo ai 150.000 euro.
Lo sviluppo del filone emiliano delle indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Modena Francesca Graziano, oltre a documentare l’importante ruolo del preparatore atletico arrestato a gennaio 2019 nella
Le attività hanno riguardato una ditta romana, attiva nel settore delle pulizie e disinfezioni di uffici pubblici e privati, utilizzata per la distribuzione nel territorio nazionale delle predette sostanze.
Le perquisizioni sono state eseguite anche nei confronti del proprietario e dei gestori di una palestra campana, ritenuti presunti rivenditori di farmaci ad effetto dopante e stupefacente, nonché nei confronti di due atleti iscritti alla Federazione Internazionale di Bodybuilding e Fitness, quali presunti assuntori di sostanze dopanti.
L’operazione è stata condotta con l’impiego di circa 100 militari del comando Carabinieri per la Tutela della Salute, del Comando Provinciale di Modena (Reparto Operativo e Compagnie dipendenti) e dei comandi Arma territorialmente competenti nelle 12 province interessate.
Le attività eseguite hanno consentito di acquisire nuovi importanti elementi di riscontro alle indagini finora svolte.



