In difficoltà economiche, un giovane operaio di una officina meccanica di Serramazzoni aveva accettato l’offerta di un prestito avanzata da parte di un 66enne di origine siciliana ma residente nel comune montano da anni, conosciuto nell’ambito della sua attività da meccanico.
Settecento euro la cifra pattuita a settembre e consegnata dall’anziano al meccanico. Con un promessa. Restituirne nel giro di pochi mesi 1400. Il doppio. Di fatto un prestito con un tasso del 100%. A dicembre il ragazzo restituisce la cifra prestata, 700 euro, con l’impegno a dare uguale somma, all’interesse usuraio, successivamente. L’operaio dopo poco consegna all’uomo altri 400 euro ma alla richiesta pressante degli altri 300 rimanenti decide di rivolgersi ai Carabinieri. Scattano accertamenti e controlli sull’uomo. Gli elementi del caso finiscono sul tavolo della procura e del PM Graziano che coordina le indagini dei Carabinieri. Il 9 gennaio, la svolta. L’uomo si reca all’officina dell’operaio per riscuotere i 300 euro rimanenti. Gliene vengono consegnati 250. Ma la scena viene documentata anche dai Carabinieri. Il 66 enne prova a giustificarsi affermando di avere appena prelevato il contante che ha con se dal Bancomat. Ma i militari sanno che non è così. Scatta l’arresto. L'usuraio viene portato in carcere. Il giudice convalida l’arresto. Vengono concessi i domiciliari.


