'Apprendiamo che dopo la maxi indagine dei carabinieri e procura, relative al rogo dei camion all’interno della cava Donnini, sono state emesse quattro misure cautelari. Le indagini hanno portato all’arresto di un sassolese, un albanese e agli arresti domiciliari di due tunisini. Fin dall’inizio i nostri sospetti ci portavano a propendere ad un atto doloso in quanto alcuni di noi erano presenti a fatti appena accaduti, così come il giorno dopo sul luogo dell’accaduto'. A intervenire sulle indagini relativi al rogo alle Cave Donini sono Katia Valentini e Mirco Zanoli di Rinascita Locale San Cesario.
'Ricordiamo che in quei giorni l’amministrazione fu completamente assente, lasciando la cittadinanza sola e sgomenta. Nei giorni successivi, non fu raccolto neppure l’invito del segretario PD Bertacchini a istituire un comitato per la sicurezza. Quindi, se fosse confermato l’impianto accusatorio, ci troveremmo di fronte all'attento incendiario più grave accaduto negli ultimi decenni sul territorio di San Cesario , e si andrebbe a confermare, se ce ne fosse bisogno, che attorno alle attività estrattive, tanto decantate dai nostri amministratori, ruota anche un mondo delinquenziale, determinato e senza scrupoli - continuano Valentini e Zanoli -. Esprimiamo preoccupazione per la svolta delle indagini, che si va a sommare a quella dovuta all’ondata di furti nelle abitazioni messi in atto negli ultimi mesi, razzie che sono diventate motivo di grave apprensione per la cittadinanza locale, a cui esprimiamo la nostra massima solidarietà. Noi auspichiamo che vi sia una presa di coscienza della cittadinanza sulla totale incapacità politica dell’attuale amministrazione, e chiediamo alle prossime elezioni amministrative di premiare Rinascita Locale, l’unica alternativa credibile per il cambiamento'.

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