Il Comitato dei Cittadini di Piazzale Don Venturelli ha ribadito la propria contrarietà alla collocazione prevista, ritenuta troppo vicina alle abitazioni e al polo scolastico della prima infanzia. Durante il dibattito, i residenti hanno chiesto di poter accedere alla documentazione completa della Conferenza dei Servizi e di aprire un tavolo tecnico con Comune, Iliad e rappresentanti del quartiere per valutare una diversa collocazione dell’impianto. Il sindaco ha confermato la disponibilità dell’Amministrazione a fornire gli atti e ad avviare il tavolo di confronto.
Nel corso dell’assemblea, il sindaco Righi ha illustrato il quadro normativo che disciplina le stazioni radio base. La legge nazionale assimila questi impianti a opere di urbanizzazione primaria, attribuendo loro carattere di pubblica utilità. Ciò significa che i Comuni non possono vietarne l’installazione né imporre siti al di fuori dell’area di ricerca tecnica del gestore, purché siano rispettati i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici. Nel caso di piazzale Don Venturelli, l’impianto è stato valutato da Arpae e dall’Azienda Usl, che hanno espresso parere positivo certificando che le emissioni previste saranno inferiori ai 6 V/m, ben al di sotto del limite nazionale di 15 V/m.
Il Comune ha spiegato che la scelta del sito dipende dalle esigenze di copertura del gestore. Le alternative individuate erano piazzale Don Venturelli e via Don Dante Sala, ma quest’ultima avrebbe comportato una maggiore vicinanza agli edifici residenziali, la perdita di parcheggi e un impatto visivo più rilevante. L’Amministrazione è comunque intervenuta per ottenere uno spostamento rispetto alla posizione iniziale proposta da Iliad: dall’area a 15 metri da un condominio si è passati all’attuale collocazione, più distante e a ridosso della ferrovia, in posizione equidistante dai fabbricati.
Il Comune ha ricordato che, se un sito alternativo non soddisfa le esigenze tecniche del gestore, quest’ultimo può rifiutarlo e scegliere un’area privata nella stessa zona di copertura, o addirittura chiedere l’esproprio, essendo l’opera considerata di pubblica utilità. Negli anni scorsi, l’Amministrazione ha comunque adottato regolamenti per governare le installazioni, favorendo la maggiore distanza possibile dai luoghi sensibili, la distribuzione equilibrata degli impianti e la riduzione dell’impatto visivo.


