'Ci eravamo illusi che il fallimento della 'Granulati Donnini' potesse portare alla conclusione delle escavazioni, stralciando, una volta per tutte, il progetto del mega-frantoio di Altolà risalente al lontano 2015. Ciò non è avvenuto, purtroppo. Abbiamo chiesto spiegazioni al sindaco e ci ha risposto che l’attività estrattiva in corso rappresenta un elemento di favore rispetto all’opportunità di vendita del ramo di azienda - continua il Comitato -. La pazienza ormai è al limite: non possiamo più accettare decisioni che ci obbligano a dover sopportare ancora escavazioni di ghiaia autorizzate quasi vent’anni fa ed ancora attive, dopo proroghe su proroghe concesse con troppa facilità e con motivazioni difficili da sostenere: prima per l’emergenza covid, poi la guerra in Ucraina. Oggi, pur in presenza di un fallimento, si continua a scavare. Come è possibile che la ditta possa continuare a lavorare come se nulla fosse? Ce lo chiediamo noi, così come i numerosi cittadini della frazione che nell’ultimo periodo si sono rivolti al Comitato. Siamo tutti preoccupati per il futuro del nostro territorio, tutto ci appare incomprensibile ed incognito, anche il presente. Non sappiamo cosa ci aspetterà una volta portata a termine la vendita del ramo d’azienda, ma una cosa è certa: il comitato e i cittadini si opporranno ad altre escavazioni e alla costruzione del mega-frantoio'.
'Cave San Cesario, come è possibile che la Granulati Donnini continui a lavorare?'
'Non sappiamo cosa ci aspetterà una volta portata a termine la vendita del ramo d’azienda, ma il comitato e i cittadini si opporranno ad altre escavazioni'
'Ci eravamo illusi che il fallimento della 'Granulati Donnini' potesse portare alla conclusione delle escavazioni, stralciando, una volta per tutte, il progetto del mega-frantoio di Altolà risalente al lontano 2015. Ciò non è avvenuto, purtroppo. Abbiamo chiesto spiegazioni al sindaco e ci ha risposto che l’attività estrattiva in corso rappresenta un elemento di favore rispetto all’opportunità di vendita del ramo di azienda - continua il Comitato -. La pazienza ormai è al limite: non possiamo più accettare decisioni che ci obbligano a dover sopportare ancora escavazioni di ghiaia autorizzate quasi vent’anni fa ed ancora attive, dopo proroghe su proroghe concesse con troppa facilità e con motivazioni difficili da sostenere: prima per l’emergenza covid, poi la guerra in Ucraina. Oggi, pur in presenza di un fallimento, si continua a scavare. Come è possibile che la ditta possa continuare a lavorare come se nulla fosse? Ce lo chiediamo noi, così come i numerosi cittadini della frazione che nell’ultimo periodo si sono rivolti al Comitato. Siamo tutti preoccupati per il futuro del nostro territorio, tutto ci appare incomprensibile ed incognito, anche il presente. Non sappiamo cosa ci aspetterà una volta portata a termine la vendita del ramo d’azienda, ma una cosa è certa: il comitato e i cittadini si opporranno ad altre escavazioni e alla costruzione del mega-frantoio'.
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