'Un dato emblematico riguarda la gestione degli investimenti: l’Amministrazione ha candidato per ben due volte il progetto della piscina esterna, del valore di 1,2 milioni di euro, senza ottenere alcun finanziamento. Di fronte a questo esito, anziché rivedere o ridimensionare l’intervento, si è scelto comunque di procedere accendendo un ulteriore mutuo, dopo quello già contratto per i lavori allo Stadio Minelli( in cui sono stati spesi 600 mila€ solo per spostare delle interferenze fognarie), caricando così interamente sulla collettività il costo dell’opera. Una decisione che appare ancora più discutibile se si considera che si tratta di una struttura che a Pavullo rimane aperta per meno di due mesi all’anno - continua Iseppi -. In secondo luogo, si registra un significativo incremento della spesa di personale: dai 68 dipendenti del 2021 si è passati agli attuali 84. Un aumento che, pur potendo rispondere a esigenze organizzative, incide in modo strutturale sulla spesa corrente e richiede una valutazione attenta in termini di sostenibilità nel medio-lungo periodo. Ulteriore elemento di criticità è rappresentato dal progressivo calo del risultato di amministrazione nell’ultimo triennio, segnale evidente di un indebolimento degli equilibri finanziari complessivi dell’ente'.
'Infine, desta particolare allarme il drastico calo delle entrate in conto capitale, legato alla persistente incertezza sul cantiere delle scuole medie. Una situazione che mette concretamente a rischio la possibilità di perdere i finanziamenti del PNRR. Si tratta di una questione evidenziata anche dal Revisore dei Conti nella propria relazione, e che merita risposte urgenti e puntuali. In conclusione, appare sempre più evidente come questa Amministrazione sia concentrata soprattutto sulla propria autocelebrazione, utilizzando il debito come leva per moltiplicare annunci e opere da esibire, piuttosto che come strumento da gestire con responsabilità, quando si tratta di risorse pubbliche, che soprattutto non si hanno. Una strategia che ha il sapore della propaganda, dove il consenso immediato sembra contare più della sostenibilità futura. Il punto non è fare le opere: nessuno è contrario agli investimenti. Il punto è perché si fanno e come si finanziano.



