Nato a Cittanova di Modena il 27 gennaio 1934, dopo aver studiato nei seminari di Nonantola e di Modena, don Ettore fu ordinato sacerdote il 20 giugno 1957. Cappellano a Collegara di Modena (1957-58), a Pavullo (1958-60) e nelle parrocchie cittadine della Madonna Pellegrina (1960-62) e del Duomo di Modena (1962- 1970), il 24 maggio 1970 divenne parroco a Casola di Montefiorino.La sua nomina a Finale è del 1° ottobre 1971 e il suo ingresso in parrocchia di poco più di un mese dopo, il 7 novembre.Una delle sue principali preoccupazioni, non appena nominato arciprete, è stata rivolta alle chiese di Finale Emilia. Superando infiniti problemi burocratici, gestì il passaggio della proprietà del Duomo dal Comune alla Parrocchia (che avvenne nel 2002), e si impegnò a restaurare e riaprire quasi tutte le chiese cittadine. Purtroppo il terremoto del 20 e 29 maggio 2012, rese vano il lavoro svolto. È però anche vero che, in appena sei mesi, riuscì a far riaprire al culto la chiesa del Seminario e fece rapidamente ripristinare il complesso degli Obici, il vecchio Oratorio, la cappella del Santissimo e i locali adiacenti il Duomo distrutto dal sisma.Molto sensibile ai temi della pace e dell’accoglienza, Don Ettore si è anche dedicato alla storia finalese, pubblicando in due volumi, il primo nel 1991 e il secondo nel 2009, “Finale Emilia, mille anni di storia”.
Finale Emilia, intitolato a don Ettore Rovatti il parco adiacente l’ex Seminario
La sua nomina a Finale è del primo ottobre 1971 e il suo ingresso in parrocchia di poco più di un mese dopo, il 7 novembre
Nato a Cittanova di Modena il 27 gennaio 1934, dopo aver studiato nei seminari di Nonantola e di Modena, don Ettore fu ordinato sacerdote il 20 giugno 1957. Cappellano a Collegara di Modena (1957-58), a Pavullo (1958-60) e nelle parrocchie cittadine della Madonna Pellegrina (1960-62) e del Duomo di Modena (1962- 1970), il 24 maggio 1970 divenne parroco a Casola di Montefiorino.La sua nomina a Finale è del 1° ottobre 1971 e il suo ingresso in parrocchia di poco più di un mese dopo, il 7 novembre.Una delle sue principali preoccupazioni, non appena nominato arciprete, è stata rivolta alle chiese di Finale Emilia. Superando infiniti problemi burocratici, gestì il passaggio della proprietà del Duomo dal Comune alla Parrocchia (che avvenne nel 2002), e si impegnò a restaurare e riaprire quasi tutte le chiese cittadine. Purtroppo il terremoto del 20 e 29 maggio 2012, rese vano il lavoro svolto. È però anche vero che, in appena sei mesi, riuscì a far riaprire al culto la chiesa del Seminario e fece rapidamente ripristinare il complesso degli Obici, il vecchio Oratorio, la cappella del Santissimo e i locali adiacenti il Duomo distrutto dal sisma.Molto sensibile ai temi della pace e dell’accoglienza, Don Ettore si è anche dedicato alla storia finalese, pubblicando in due volumi, il primo nel 1991 e il secondo nel 2009, “Finale Emilia, mille anni di storia”.
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