'Siamo sorpresi della volontà appresa dai media locali dell’amministrazione con sindaco leghista di Vignola Simone Pelloni di uscire dal corpo unico di polizia locale dell'Unione'. Così in una nota Federico Coratella (nella foto), coordinatore provinciale Diccap-SULPL.
'La sorpresa deriva da Quattro punti fondamentali:
1) Vignola assorbe più del 50% del tempo lavoro di tutti i 52 operatori di polizia locale dell’Unione e se esce Vignola potrà avere al massimo circa 1/3 degli attuali agenti (quindi non saranno più garantite le sere durante tutti i giorni della settimana).
2) I servizi per Vignola diminuiranno sicuramente con meno mezzi e meno servizi al cittadino (i veicoli sono tutti dell’Unione, la Sede del polo della sicurezza non verrà fatta, il fotosegnalamento è dell’Unione...)
3) Spese maggiori per il Comune e per l’Unione e non più soldi ricevuti dalla Regione Emilia Romagna , oltre alla indisponibilità di assumere personale visti i tetti di spesa più vincolanti per i Comuni a differenza delle unioni.
4) Minori investimenti per gli agenti e per la sicurezza di Vignola, vista la minor possibilità di spesa con il personale che si dovrà sobbarcare tutti gli oneri provocati da questa scelta'.
'Per questo vogliamo dire alla cittadinanza e al sindaco che nonostante le sirene per il 'VIGNOLEXIT'
'Ricordiamo infine che Savignano dopo il divorzio di qualche anno fa, ora valutava il ritorno in Unione in tale servizio - chiude Coratella -, poichè non c’era stato un riscontro positivo, come ci si aspettava e ormai con le norme nazionali i Comuni da soli non riescono ad assumere il personale che sarebbe necessario infatti oggi sono rimasti solo 5 operatori di polizia lontani dagli 8 di qualche anno fa'.



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