Ma cosa in realtà è successo? Tutto parte dalla disposizione dell'Ausl che sospende, dal 1° febbraio, il servizio di cosiddetta Pronta Reperibilità (PD) anestesiologica attivabile dal proprio domicilio. Ciò ha portato ad una riorganizzazione del servizio e del soccorso in caso di urgenze contemporanee. 'I pazienti critici o potenzialmente evolutivi per instabilità emodinamica o respiratoria che si presentano al PS o che sono in cura in un Reparto, riferiscono i consigliere provinciale Antonio Platis e il capogruppo in Ucman Mauro Neri nel merito delle riorganizzazione - non saranno più trasportati dall’anestesista ad un altro ospedale, ma dalla guardia anestesiologica che dovrà essere chiamata 'Questo tempo prezioso e determinante per salvare vite umane, perché è stato tagliato? Forse per ottenere risparmi sui bilanci Ausl? Di quanti euro stiamo parlando?'
Quello dei trasporti non è la sola criticità. Se l’anestesista reperibile – ad esempio – fosse già stato chiamato su un’altra urgenza? Nessun paura, l’Ausl ha pensato anche a questo: il medico e gli infermieri del reparto - affermano i consiglieri in riferimento alla riorganizzazione del servizio - dovrano avviare loro le manovre di rianimazione e chiamare il medico di Pronto Soccorso. Se questo però succede nelle fasce serali, dove in servizio c’e’ solo un dottore allora sarà il Pronto Soccorso a valutare l’attivazione del medico d’urgenza reperibile'. E proseguono: 'Dalle ore 20 alle ore 8, a Mirandola, ci saranno solo un medico al Pronto Soccorso ed un internista in tutto il nosocomio. Tant’è che la nuova riorganizzazione voluta dal direttore dott. Giuseppe Licitra contempla perfino il caso di un malore nei pressi dell’ospedale di notte. Si perché non essendoci più medici che possano lasciare il nosocomio per soccorrere, ad esempio, un infartuato giunto all’ingresso del Santa Maria Bianca è necessario allertare l’anestesista reperibile.
A stretto giro dall'intervento dei Consiglieri di Forza Italia giunge la replica dell'Ausl che conferma la sospensione del servizio e il fatto che questo sia collegato alla sospensione dell'attività di parto, ma che 'non vi è alcuna diminuzione dell’assistenza ai pazienti che accedono all’Ospedale: l’anestesista presente in struttura, rimane come in precedenza, h24 e 7/7. La modifica - specifica Ausl- riguarda la pronta disponibilità di una figura anestesiologica in reperibilità dal proprio domicilio. Funzione legata esclusivamente all’esigenza di garantire la possibilità di intervenire su un’eventuale urgenza ostetrica in caso di contemporaneità di emergenze'. Fatto sta che la lo stop al punto nascita e l'anestesista in pronta disponibilità hanno obbligato ad una riorganizzazione del servizio che inside necessariamente sui pazienti.
'Il nuovo assetto in vigore da domani (1° febbraio) - riferisce l'Ausl - è un allineamento del servizio anestesiologico all’attuale situazione che vede la sospensione temporanea dell’attività di assistenza al travaglio-parto e non interviene sul personale presente all’interno dell’ospedale.
Il personale medico presente per le emergenze nelle ore notturne e festive rimane pertanto costituito dalle tre figure di medico di Ps, medico internista e medico rianimatore'.
Gi.Ga.

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