'A rappresentare la Bassa, terra dove è nata Aimag, sono state chiamate le sindache di Mirandola e di Concordia, che si erano liberamente obbligate di un patto di riservatezza, che ha avuto come conseguenza un deficit nella garanzia necessaria allo svolgimento delle funzioni democratiche dei consiglieri comunali, costretti a continui accessi agli atti. Il cambio dello statuto prevede per le decisioni più importanti, una maggioranza del 65%. Poiché Hera detiene il 41% nessun cambiamento importante può essere fatto senza l'assenso di Hera. Aimag diviene a controllo esclusivo di Hera e privatizzata. Se i Comuni del carpigiano, oggi o domani, decidessero di allearsi con Hera, i Comuni della Bassa conterebbero il nulla assoluto. Con questo accordo nessun operatore sarà interessato ad investire in Aimag quindi se qualche comune decidesse di vendere le proprie azioni, a chi le venderebbe? E a quale prezzo? Nel nuovo Statuto è proibito vendere a chi si troverà in concorrenza con Hera… chi potrà comprare? Una zavorra importante che va a detrimento della libera disponibilità dei patrimoni dei soci tutti, non solo dei comuni perché l’acquirente potrà essere di fatto uno solo - continua il Pd di Mirandola -. E’ stato chiarito, e finalmente lo ha ammesso anche la sindaca Budri, che di fatto il controllo societario passa ad Hera, dopo avere cercato di tranquillizzare la comunità dicendo che il 51% restava ai comuni.
'Avevamo chiesto di esaminare una proposta che, quando ci è stata presentata ci era stato garantito che era il punto zero di un percorso di confronto e condivisione. Purtroppo, è rimasto il punto zero: zero confronto e zero mediazioni. Quando la maggior parte di ex sindaci, compreso quelli definiti “eroi” per la gestione post-sisma, prendono una posizione pubblica critica forte come quello che è avvenuto con la lettera appello ai colleghi neoeletti, a meno che non si ritenga siano impazziti, la saggezza e l’equilibrio avrebbero dovuto consigliare di confrontarsi. E dei cittadini, degli utenti dei servizi? Non se ne è parlato per nulla, di cosa comporterà questa privatizzazione per le tasche dei cittadini, anche perché adesso i servizi funzionano bene e i costi non sono eccessivi ma cosa succederà con questa privatizzazione con molta franchezza non lo sappiamo. Ieri sera in Consiglio Comunale è andata in scena una debacle per Mirandola e per la Bassa alla quale non avremmo mai voluto assistere. Vien buono quel detto: due generazioni costruiscono e la terza disfa'.

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