
“Se mi fermo e socchiudo gli occhi – spiega Barbara che si commuove pensando alla vita della sua famiglia passata tra camicie e completi da uomo – mi rivedo adolescente, felice di affiancare mamma e papà che hanno saputo trasmettermi la passione per questo mestiere che in realtà è un’arte”. Negli ultimi anni il mondo del commercio e dei consumi è molto cambiato, ma Barbara – affiancata già dal 2006 dal marito Mauro nella gestione del negozio – ha saputo tenere le fila e soprattutto una clientela affezionata che sceglie lei per la sua professionalità, per il servizio che offre e per la cura che mette nella scelta delle collezioni e nella presentazione delle vetrine. Il negozio, prima in piazza Liberazione nella sua sede storica, con Barbara si impronta al total look uomo con calzature: ma quello che caratterizza la gestione è la sua flessibilità e – per dirla con un termine oggi inflazionato – la sua resilienza. Perché Barbara affronta la prima grande crisi dei consumi del 2008/2009 e una serie di vicissitudini territoriali tra cui il terremoto del 2012 e l’alluvione del 2016: in mezzo, la ristrutturazione di piazza Liberazione impone un cambiamento rapido. “Nel 2015 – continua – quando piazza Liberazione è stata interamente ripiastrellata, è stato mio marito Mauro a insistere per traslocare l’attività, e cosi ci siamo spostati in via Roma 23 a poche centinaia di metri e da cui non ci siamo piu’ mossi. Non nego che gli ultimi anni, soprattutto quelli legati all’epidemia Covid – dice ancora Barbara ripercorrendo i passi della sua attività – hanno pesato parecchio sul nostro equilibrio, ma con un amico imprenditore abbiamo percorso altre strade (il riferimento è a Stefano Cerchiari dell’azienda Fanny e alla produzione delle mascherine antivirus in tessuto “Unica”, ndr).
“L’Uomo di Barbara” chiuderà alla fine di marzo 2025, lasciando via Roma a Nonantola un po’ più vuota, nell’attesa sognante di qualcuno che voglia provare a mettersi in gioco: “Dobbiamo e vogliamo dire grazie ai nostri clienti che ci hanno sempre supportato e portato la forza e l’energia per arrivare fino a qui. Per questo saremo loro eternamente grati” chiudono Barbara e Mauro.



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