'Sembra chiaro a tutti come sarà l’ospedale futuro: per acuti, con medici e personale paramedico, infermieristico che possa misurarsi con una varietà e numerosità di casi; con formazione anche dall’esperienza, possibilità di crescita professionale e di carriera, e brevi degenze che abbassino il numero dei posti letto. Un livello altissimo di tecnologia con l’avvento anche della AI. L’epoca dell’ospedale sotto casa è alle spalle. Viviamo un momento di gravi carenze nelle professioni mediche, che richiederanno anni per essere compensate, ai costi crescenti della sanità. Oggi molte delle condizioni del sistema universalistico stanno venendo a meno. Tutti parametri che portano ad affermare che l’intero territorio nord della provincia (da Mirandola a Carpi) con un bacino potenziale tra il 150mila e 180mila abitanti dovrebbe avere una sola struttura ospedaliera di alto livello, baricentrica e comunque ben raggiungibile'. A parlare è il consigliere comunale di Mirandola, Giorgio Siena.
'La prevenzione, la cura, parte della diagnostica e l’assistenza sono invece dentro una rete territoriale. L’accordo sottoscritto fra i Medici di Medicina Generale e il ministero, in attuazione del PNRR sulla realizzazione delle case della salute, mettono le basi per un’organizzazione del servizio sanitario che risponde alle esigenze dell’accessibilità del territorio, della modifica della domanda di salute.
Il futuro della sanità passa da prevenzione, screening, stili di vita sani, diagnosi precoce e medicina territoriale per ridurre ricoveri, costi e disuguaglianze domani. Dato che uno dei due ospedali, quello di Carpi, è irrecuperabile, la prospettiva di un nuovo ospedale è la sola razionale. Un unico ospedale, per tutta l’area Nord, più funzionale, attrattivo per i medici in un’area caratterizzata dalla presenza della industria della salute. Una vera bestialità rifiutare questa soluzione. Perché no all’ospedale unico e baricentrico? Per mancanza di visione futura, per irresponsabilità, in primo luogo, da parte del sindaco di Carpi, Bellelli, che ha preferito difendere la permanenza nel Comune e far costruire l’ospedale il più possibile lontano da quello di Mirandola. Ha privilegiato l’interesse politico di parte rispetto al benessere e alla sicurezza dei cittadini dell’Area Nord. Poi un altro voltafaccia del Centro destra di Mirandola, che ha conquistato la maggioranza e campato sull’ospedale scrivendo anche di recente “non appoggeremo alcuna soluzione che non sia l’ospedale unico e baricentrico”. La permanenza di due ospedali oggi è funzionale a sopperire alle possibili disfunzioni di Carpi. Il nuovo ospedale sarà molto inferiore a un unico ospedale, ma si rifaranno, inevitabilmente, i conti'.'Quello che si profila per l’ospedale di Mirandola è “tirare a campare il più possibile, in attesa di tirare le cuoia”.


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