'Succede un fatto gravissimo a Carpi: un dirigente comunale è indagato per peculato ed abuso d’ufficio e il sindaco tace'. Così i consiglieri di opposizione di Carpi Futura a Carpi hanno sollevato il tema del dirigente del Comune indagato.
'Si tratta di reati gravissimi che il pubblico ufficiale commette per procurare a sé o ad altri un vantaggio ingiusto, l’amministrazione comunale, portatrice di un interesse pubblico, dovrebbe essere la parte offesa invece, nella delibera con cui motiva che pagherà il legale a questo dirigente, sostiene che non c’è conflitto d’interesse. Indubbiamente siamo di fronte a una delibera di Giunta approvata molto silenziosamente e alcune cose non quadrano o quadrano male - affermano i consiglieri Giorgio Verrini, Anna Azzi e Paolo Pettenati -. Crediamo che i carpigiani alcune cose debbano saperle subito, non tra otto anni quando arriverà la sentenza. Tra queste cose anche il nome del dirigente, visto che i cittadini si rapportano coi dirigenti per le loro pratiche. Inoltre chiediamo: nel frattempo, allo stesso dirigente è stato attivato il procedimento disciplinare dato che il codice disciplinare è autonomo rispetto al procedimento penale? L'Amministrazione ha istituito una commissione disciplinare appena avuta notizia del reato?
Oppure questo avviene solo per le figure 'minori' come già avvenuto'.E mentre il consigliere Roberto Benatti provoca il Pd e il sindaco Alberto Bellelli ('Dirigente del Comune di Carpi indagato per abuso di ufficio, non risultano piddini indignati' - scrive Benatti), l'amministrazione oggi ha risposto con una lunga nota tecnica.
'Il Comune di Carpi da sempre è attento a che l’operato dei suoi dipendenti e dirigenti sia improntato al massimo rispetto della legge in un rapporto corretto e leale con i cittadini. L’amministrazione comunale è certa che anche in questa occasione non siano venuti meno questi principi e questi valori che improntano l’azione dell’ente locale. Vi sono procedure specifiche da seguire, previste nel Contratto Nazionale di Lavoro, che prevedono che l’ente assuma gli oneri relativi alle spese per l’assistenza in giudizio dei propri dipendenti o dirigenti. Con la delibera approvata dalla giunta il 21 agosto scorso si è deciso di accogliere la richiesta di patrocinio legale avanzata dal dirigente interessato, verificato che sussistono i presupposti preliminari, ovvero la stretta inerenza del contenzioso processuale a fatti o atti direttamente connessi all’espletamento del servizio; l’assenza di conflitto di interessi in quanto il dirigente ha agito nell’interesse generale dell’ente; la tempestiva presentazione della richiesta di assistenza legale; il legale scelto dal dirigente risulta infine di gradimento per l’amministrazione anche con riferimento all’aspetto economico - afferma il Comune nella nota -.


