'Si è consumato un vero e proprio dramma politico a Pavullo. Questo – incalza Enrico Aimi, consigliere regionale Forza Italia – è un momento in cui si dovrebbe comprendere che la crisi di natalità è il primo problema dell'Italia. Invece il paradosso - forse più corretto - la follia, è quella che a Pavullo ora si può morire, ma non vivere.
È questa la dura posizione dell’esponente azzurro in merito alla decisione dell’Ausl di portare, dopo diversi anni, due sedute al mese a Pavullo per le interruzioni di gravidanza.
L’Ausl e la Regione, in questi ultimi mesi, hanno spiegato e rispiegato le scelte fatte sul punto nascite. Hanno sostenuto di tenere alla montagna ed ai suoi cittadini, ma ci si aspettava che il primo servizio implementato non fosse certo questo. Le priorità – francamente – sono altre.
La vita deve essere difesa, non, o non solamente per convincimento religioso, ma proprio in quanto tale.
Per questo le istituzioni e la politica, di fronte ad una delle più gravi crisi demografiche che hanno colpito l’Italia, devono interrogarsi e fornire delle risposte.
Possibile – sottolinea Aimi – che si trovino risorse per tutto, financo per foraggiare i cammelli da latte in Saharawi o mille altre corbellerie uscite
Il diritto alla vita dove spingere ogni coscienza, indipendentemente dal colore politico di appartenenza, ad un impegno assoluto in sua difesa.
Il numero degli obiettori di coscienza è, provvidenzialmente, in vertiginoso aumento anche grazie ai tanti medici che si sono ricreduti – magari anche non convertiti – di fronte all’atrocità dell’aborto'
Enrico Aimi
Consigliere Regionale Forza Italia



.jpg)