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Voto a San Prospero, il Pd si appella a Borghi: 'Accetti le primarie'

Voto a San Prospero, il Pd si appella a Borghi: 'Accetti le primarie'

'Giungere oggi a un fallimento del confronto unitario sarebbe un segnale mortificante e irragionevole, che non trova giustificazioni'


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'L’unità politica del centrosinistra è per noi fattore imprescindibile per il futuro, e un valore che tutti coloro che si rifanno a quella storia dovrebbero garantire e tutelare per affrontare al meglio la sfida cruciale delle prossime elezioni amministrative. Serve pertanto un percorso politico-programmatico credibile e unitario, con una visione radicalmente innovatrice e alternativa alle destre. Per questo, assieme a tutte le forze politiche del centrosinistra avevamo valutato come utile il ricorso allo strumento delle primarie di coalizione per scegliere la candidatura a sindaco. Dobbiamo concorrere a costruire una classe dirigente competente e libera da condizionamenti, dove abbiano più spazio giovani, donne e nuove identità.'. A intervenire sul voto a San Prospero è il coordinatore di zona e commissario del Pd di San Prospero Simone Silvestri. Parole che rappresentano un appello chiaro al candidato sindaco Sauro Borghi che ha affermato di non volere partecipare alle primarie e che rinforzano la posizione dell'altro candidato, Eva Baraldi.
 

'Sulla base di questi principi e punti politici, che a nostro avviso dovrebbero essere condivisi da chiunque intenda candidarsi a sindaco, dopo settimane di confronto, giungere oggi a un fallimento del confronto unitario sarebbe un segnale mortificante e irragionevole, che non trova giustificazioni e che consegnerebbe su un piatto d’argento la vittoria alla destra.
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Lo dicono i numeri di San Prospero e la serie storica delle divisioni di cui il Pd e il centrosinistra si sono resi protagonisti in giro per l’Italia - continua il Pd -. Vogliamo quindi rivolgere un appello a tutti affinché prevalga il buon senso e la responsabilità, e non le pur legittime aspirazioni dei singoli, affinché si eviti la divisione del centrosinistra e della coalizione. È una responsabilità che nessuno può assumersi con leggerezza. Si trovino le sedi e i modi per rimettere insieme i pezzi e ricomporre un quadro unitario e coeso. Ci aspetta un percorso complesso ma non impossibile, fondato sul confronto e la condivisione e, se si riterrà, ricorrendo alle primarie aperte di coalizione come conclusione. Oggi più che mai la leadership si conquista sul campo e deve essere riconosciuta dall’opinione pubblica. La scelta della classe dirigente del Pd e del centrosinistra noi crediamo debba avvenire in base al merito, all’adeguatezza e alla capacità di costruire consenso largo e unitario. Per questo chiediamo a tutti di fermarsi e mettersi a disposizione di questo percorso'.
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