Lo scontro in casa Pd per il futuro segretario provinciale sta sempre più assumendo i contorni di una impossibile ricerca del mitologico ircocervo. Ai dem modenesi serve una figura ibrida in grado di tenere insieme i desiderata del deputato Vaccari e del sindaco Mezzetti e le aspettative di Muzzarelli e di Maria Costi, un segretario gradito al sempre presente Bonaccini e al veterano di viale Aldo Moro Sabattini, ma non così 'forte' da mettere in ombra le primedonne. Insomma un profilo favoloso e immaginifico, un chimera che - se tradotta nella realtà - assomiglia sempre più a una sorta di Frankenstein. Il candidato unitario così caro a Bonaccini e in grado di evitare lo scontro tra correnti, dovrebbe infatti avere la mitezza ecumenica di Massimo Paradisi, la giovinezza tanto fresca quanto malleabile di Matteo Silvestri, l'esperienza da Richelieu dell'altro Silvestri (Simone), la grinta sempre vicina al potere di Maria Costi, la continuità nella dissolvenza di Marika Menozzi e un pizzico di spirito naif di Gianni Gargano.
Si potesse comporre pezzo per pezzo, il gioco sarebbe fatto, ma al momento queste alchimie da laboratorio non sono possibili e così la ricerca dell'ircocervo probabilmente si tradurrà o in una sintesi al ribasso con un segretario di facciata manovrabile dai vari capibastone o in un congresso vero e in un confronto reale.
In entrambe le ipotesi l'obiettivo dei referenti delle due correnti è sempre lo stesso, ottenere una figura di garanzia per la propria scalata personale in Parlamento, a dispetto - ovviamente - delle ambizioni dei leader della corrente opposta.
g.leo.

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