Il sindaco di Modena, Giancarlo Muzzarelli, rispondendo all'interrogazione presentata sull'episodio dal Capogruppo Forza Italia in consiglio comunale, Piergiulio Giacobazzi, pare arrendersi di fronte alla consapevolezza del grande problema rappresentato da giovani stranieri soliti a commettere reati, difficili da gestire e da avviare a percorsi educativi, diventati pericolosi per loro stessi e per gli altri.
'Posso assicurare che l'impegno delle strutture e degli operatori che accolgono minori stranieri è massimo' - ha ribadito il sindaco.
Il fatto che due ragazzi minori accolti in strutture accreditate fossero fuori alle 2 di notte non si spiega soltanto con gli orari più estesi o indefiniti di ritorno legati ad una struttura per adulti rispetto ad una per minori (dove l'ora per rientro è fissata massimo alle ore 23), ma con la loro stessa condotta, deviante ed ingestibile, che li ha portati a commettere un reato grave, preceduto da altri, e del quale dovranno rispondere, appunto, personalmente e penalmente.
'Non si trattava solo di condotte aggressive o violente quelle perpetrare all'interno della struttura per minore ma anche di altri comportamente che rischiavano di influenzare negativamente altri minori fragili accolti. Non potendo per legge venire meno all'obbligo di collocamento, l'Amministrazione comunale ha individuato quindi strutture alternative ai contesti comunitari, in attesa che l'Autorità giudiziaria svolgesse le attività di competenza. La grave condotta era stata infatti segnalata alla Procura e all'attenzione degli organi giudiziari è stato anche portato il flusso anomalo di minori tunisini con criticità nella presa in carico per
Il terzo ragazzo arrestato, appena maggiorenne, non era invece nemmeno conosciuto dal servizio minori stranieri non accompagnati.
Rispondendo ai quesiti il sindaco ha poi riassunto le regole vigenti nelle comunità di accoglienza minori: orario di rientro serale alle ore 23, impossibilità di norma di trascorrere fuori la notte, segnalazione al servizio sociale e alle forze dell’ordine in caso di ritardo o mancato rientro. 'Regole che vengono spiegate e condivise, ma per garantirne il rispetto - ha sottolineato il Sindaco - la struttura può usare solo con strumenti educativi, non può attuare metodi coercitivi né ricorrere alla forza. Le trasgressioni sono quindi gestite con strumenti educativi, come il divieto di uscire per alcuni giorni, più impegno in attività domestiche, regole più stringente nell'uso del cellulare'
Spiegabile e spiegato dal sindaco con un mancato servizio svolto dalla vigilanza notturna tenuta a chiudere i cancelli, l'apertura del parco ducale anche quando, durante la notte, ed in particolare nella notte della violenta rapina, doveva essere chiuso. 'La guardia giurata quella sera non ha provveduto alla chiusura dei cancelli agli orari previsti - ha dichiarato il sindaco - e quando in ritardo, verso le 2, si è recata sul posto,In Consiglio comunale ed in una nota stampa immediata la replica dell'interrogante Piergiulio Giacobazzi: “Grazie all’interrogazione che ho presentato e alla risposta del sindaco abbiamo la conferma che qualcosa nel sistema di accoglienza non va, purtroppo anche nel delicato ambito dei minori stranieri non accompagnati. Da oggi sappiamo che ci sono minori stranieri non accompagnati che possono rimanere fuori dalla comunità fino alle 23, che i minori tunisini responsabili della violenta aggressione e rapina avvenuta al parco Ducale erano presi in carico da una struttura di accoglienza non dedicata ai minori, e con orari indefiniti di rientro, in quanto quella che li ospitava era stata costretta ad allontanarli per comportamenti devianti. Il Sindaco ha ammesso il fallimento, per i soggetti in questione,


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