'Per i lavoratori artigiani quindi, così come per altre attività in proprio, non vi sono limiti di età invalicabili - continua Cinzia Franchini -. Al netto di chi continua a lavorare per amore del proprio lavoro, occorre però accendere i fari su chi prosegue l'attività perché costretto per necessità. Spesso purtroppo i trattamenti pensionistici di cui possono beneficiare gli autotrasportatori artigiani sono molto bassi. La causa è sempre la stessa. In primo luogo non avendo il settore, sempre più frequentemente, una marginalità reddituale decente, sta generando pensionati poveri, obbligati di fatto a proseguire l'attività lavorativa. In secondo luogo l'agevolazione fiscale delle cosiddette 'deduzioni forfettarie' se da un lato è il solo ossigeno rimasto per la sopravvivenza di molte piccole imprese, dall'altro, andando ad abbattere drasticamente il reddito sul quale si versano anche i contributi previdenziali, produce come risultato nel tempo una netta riduzione pure del trattamento pensionistico. Insomma davvero un cane che si morde la coda. E' così quindi che molti pensionati-autotrasportatori si ritrovano con assegni inferiori ai mille euro al mese. Ecco allora che il continuare a lavorare sopra i 70 anni diventa spesso una necessità economica e non una scelta. Infine sottoscriviamo il rilievo dei sindacati sul dato relativo alla professione usurante, ma ricordiamo che per l'Inps quello dell'autotrasportatore non è formalmente un lavoro usurante, nonostante le evidenze dicano il contrario'.
'Altro che Decreto flussi: autotrasportatori costretti a lavorare oltre i 70 anni'
Cinzia Franchini (Ruote Libere): 'Pensionati-autotrasportatori si ritrovano con pensioni inferiori ai mille euro al mese: cosìcontinuare a lavorare è obbligo'
'Per i lavoratori artigiani quindi, così come per altre attività in proprio, non vi sono limiti di età invalicabili - continua Cinzia Franchini -. Al netto di chi continua a lavorare per amore del proprio lavoro, occorre però accendere i fari su chi prosegue l'attività perché costretto per necessità. Spesso purtroppo i trattamenti pensionistici di cui possono beneficiare gli autotrasportatori artigiani sono molto bassi. La causa è sempre la stessa. In primo luogo non avendo il settore, sempre più frequentemente, una marginalità reddituale decente, sta generando pensionati poveri, obbligati di fatto a proseguire l'attività lavorativa. In secondo luogo l'agevolazione fiscale delle cosiddette 'deduzioni forfettarie' se da un lato è il solo ossigeno rimasto per la sopravvivenza di molte piccole imprese, dall'altro, andando ad abbattere drasticamente il reddito sul quale si versano anche i contributi previdenziali, produce come risultato nel tempo una netta riduzione pure del trattamento pensionistico. Insomma davvero un cane che si morde la coda. E' così quindi che molti pensionati-autotrasportatori si ritrovano con assegni inferiori ai mille euro al mese. Ecco allora che il continuare a lavorare sopra i 70 anni diventa spesso una necessità economica e non una scelta. Infine sottoscriviamo il rilievo dei sindacati sul dato relativo alla professione usurante, ma ricordiamo che per l'Inps quello dell'autotrasportatore non è formalmente un lavoro usurante, nonostante le evidenze dicano il contrario'.
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