Si sono riuniti nei giorni scorsi per confrontare le proprie 'battaglie', per sostenersi nelle singole iniziative di sensibilizzazione e di protesta (come è successo nella recente biciclettata serale organizzata a Vaciglio), e per lanciare un messaggio chiaro a chi, sui temi ambientali connessi direttamente alla salute pubblica, ha responsabilità politica ed amministrativa: Regione, Provincia e Comune. Che in questi ultimi due casi rispondono ad una stessa persona: Giancarlo Muzzarelli. Che come Sindaco è istituzionalmente il primo responsabile della tutela della salute pubblica in città.
Perché alla fine, al di là delle singole criticità evidenziate ed affrontate dai comitati cittadini, il tema dell'impatto sulla salute pubblica oltre che sull'ambiente, è quello che accomuna tutti. Che si parli di 550 nuovi alloggi o del camino dell'inceneritore dal quale vengono emessi i residui dell'incenerimento di 220 mila tonnellate all'anno di rifiuti (La Pressa si è occupata del tema in uno speciale/inchiesta di 10 puntate), poco cambia.
In una città malata e che, anche per posizione, soffoca di smog, si tratta di temi cruciali. Che non dovrebbero avere bisogno dell'azione di denuncia e di proposta dei comitati per essere resi noti in modo trasparente e costante, e per essere affrontati in modo condiviso con la città.
Ed è così che nascono i comitati, come una febbre che segnala un problema, ovvero il venire meno di una funzione pubblica fondamentale di tutela dell'interesse pubblico, che nel caso del diritto alla salute, assume un rilievo cruciale. Ed è così che i comitati, nati come patologia di un sistema malato non solo di ambiente ma anche nei rapporti tra cittadini comuni e pubblica amministrazione, finiscono per diventare potenziale cura, unico strumento per dare voce agli interessi ed ai diritti di cittadini e per
Ed è così che dall'inceneritore che in pochi annoìi ha raddoppiato i rifiuti bruciati, a Vaciglio, e dalle Fonderie riunite alle discariche abusive sparse per la città, i comitati nascono e, come sta succedendo ora, si uniscono e fanno rete. Per essere più forti, per farsi ascoltare dalla politica che li guarda e li ascolta soprattutto quando fanno vedere di esserci e di rappresentare centinaia, migliaia di cittadini, come l'altra sera, al di la di ogni aspettativa, sul ponte ciclopedonale di Vaciglio. Pur mantenendo le loro specificità e peculiarità. Ma consapevoli che davvero l'unione fa la forza e non solo per dire NO a questo o a quello, ma per dire SI ad una visione diversa della politica e delle scelte politiche in tema ambientale. Semplicemente perché si può. Si possono attuare scelte diverse e si possono affrontare le questioni insieme. Con una consapevolezza maggiore che anche grazie alla forza e alla preparazione di tanti giovani sostenuti dall'esperienza di chi le battaglie ambientali le ha affrontate decenni fa, magari in tempi non sospetti, ma anche diversi, assume anche un significato politico diverso.
E con questa consapevolezza, di un ruolo che non solo è di protesta ma è anzi di proposta di merito (e pur nel rispetto dei propri ruoli elettivi o partecipativi), che i comitati che a Modena e nei comuni della provincia si occupano di problematiche legate all'ambiente e alla salute pubblica si presenteranno in una serata organizzata a Modena il 12 ottobre (la sede dell'incontro, in città, sarà comunicata nei prossimi giorni). Per riportare l'attenzione sulle singole battaglie che si stanno affrontando e per lanciare un messaggio chiaro nei confronti dei decisori politici ed istituzionali: per essere coinvolti nei processi decisionali e per trovare un percorso costante e comune di confronto istituzionale su problemi che riguardando direttamente il tema fondante della salute pubblica che, come tale, non può essere piegato ad interessi di parte. Che soprattutto negli ultimi casi al centro della recente cronaca, è apparso sempre più evidente.
Gianni Galeotti



