In sostanza il Festival del giornalistico investigativo si basa economicamente e basa la propria esistenza quasi esclusivamente su finanziamenti pubblici elargiti per scelta specifica con tali importi e con tale programma dal potere politico che governa città e Regione e che nel caso del Comune di Modena e in virtù di una convenzione triennale rinnovata per questa edizione e le prossime eventuali, fornisce al potere politico e di governo ha anche il diritto di condividere e costruire il programma insieme agli organizzatori.
Un programma che dichiaratamente il direttore del festival Alberto Nerazzini, in una intervista al Resto del Carlino Modena in cui ha rivendicato le ragioni del Bella Ciao, ha specificato essere sempre più esoso a causa di spese in aumento legate per esempio al fatto di dovere pagare il biglietto aereo agli ospiti internazionali. Dichiarazioni che hanno generato una nuova reazione del capogruppo Lega in consiglio Comunale Giovanni Bertoldi, già firmatario, nei giorni scorsi, di una specifica interrogazione sul dettaglio dei costi (che già come giornale avevamo chiesto agli organizzatori lo scorso anno senza avere risposta), e di un intervento fortemente critico sulla scelta dell'Amministrazione comunale di finanziare con una tale quantità di denaro pubblico una manifestazione 'che dietro il paravento della celebrazione del giornalismo investigativo propone una rassegna di propaganda politica e di parte'.
'Il Direttore del Festival - prosegue Bertoldi - conferma nelI'intervista tutti i punti critici che avevo evidenziato', ovvero che Dig Bella Ciao è un festival con un contenuto politico e di parte e con un programma esageratamente costoso in quanto, a detta dell'organizzatore, sarebbe necessario pagare gli spostamenti in aereo di ospiti (tra cui nomi sui quali si potrebbe discutere), da diverse parti del mondo a spese dei cittadini modenesi.


