Residenti esasperati da urla, litigi, spaccio e violenza a ogni ora del giorno e della notte. È questo il quadro denunciato dal comitato promotore “Modena Merita di Più”, che invita la cittadinanza a partecipare a un presidio pubblico per la sicurezza in programma sabato 21 febbraio alle 12 con ritrovo davanti all’ingresso principale della stazione ferroviaria di Modena, in Piazza Dante. 'L’iniziativa nasce per accendere i riflettori su una vasta area della città – dalla stazione dei treni al sottopasso ex Benfra, dal cavalcavia Mazzoni ai Giardini Ducali – che i cittadini definiscono ormai “un quartiere in ostaggio”, dove muoversi a piedi in sicurezza è diventato sempre più difficile, soprattutto nelle ore serali' - così il Comitato in una nota.
'Il presidio intende dare voce a una preoccupazione crescente tra studenti, lavoratori e residenti della zona Tempio, che denunciano una situazione di degrado strutturale e insicurezza quotidiana. La richiesta è chiara: tutele reali e interventi concreti, non misure temporanee o annunci destinati a esaurirsi nel giro di pochi mesi. Il clima di allarme è aggravato da episodi di violenza sempre più gravi. Nella notte tra il 9 e il 10 febbraio scorso un uomo di 36 anni è stato accoltellato al fianco in zona Tempio, in un episodio che ha portato all’intervento della Polizia e del 118 per soccorrere la vittima, ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Baggiovara.
La lite, probabilmente riconducibile a questioni legate allo spaccio, riaccende il dibattito sull’urgenza di prevenire simili fatti piuttosto che limitarne le conseguenze. Il recente e drammatico omicidio di un capotreno nei pressi di Bologna ha inoltre scosso l’opinione pubblica nazionale, riportando al centro del dibattito il tema della sicurezza per chi lavora e viaggia quotidianamente su treni e mezzi pubblici. Un fatto che, secondo il Comitato, dimostra come la soglia di tolleranza sia stata ampiamente superata. Secondo i promotori, strumenti emergenziali e temporanei non possono sostituire un presidio costante e visibile del territorio, capace di prevenire e non solo inseguire i fenomeni di degrado. A questo si aggiunge una riflessione più ampia sul modello adottato finora: non è accettabile che in una città come Modena, dove vengono stanziate ingenti risorse per le politiche di fragilità e accoglienza, i cittadini si ritrovino a vivere in queste condizioni. Per il Comitato è evidente la necessità di rivedere il sistema di accoglienza predisposto in città, che appare ormai obsoleto e inefficace, e di avviare un vero cambio di strategia, capace di coniugare solidarietà, legalità e sicurezza'.'La nostra libertà viene prima di tutto - affermano Mattia Meschieri e Liliana Ferrari -.



