Un presupposto e che è un'immensa e colossale sciocchezza. Da qui la ripicca di togliersi da Banca Etica per parte dell'amministrazione a traino Lega del comune di Sassuolo, oltre all'invito fatto a Bonaccini, di fare altrettanto in regione. Tuttavia emerge evidente la volontà politica che sta alla base di quest'ennesima provocazione: fare pressioni sull'assemblea legislativa regionale affinché la regione Emilia-Romagna rinunci alla partecipazione ad uno dei canali con cui viene finanziata tutta una serie di imprese, associazioni e organizzazioni presenti sul territorio regionale. Tutto questo nella convinzione di colpire Banca Etica e mandare un messaggio a coloro che non fanno riferimento ad una precisa struttura economico-politica: ovvero quella relativa ai rapporti che la Lega ha, con tutta probabilità, cominciato a tessere con altri istituti di credito e col mondo produttivo emiliano-romagnolo.
Copiando pari pari il modello veneto, a sua volta ispirato dal vecchio sistema PCI-Coop/DC-Acli e via andare fino alla piramide di Cheope. Aldilà del dibattito sull'utilità di giocare o meno al piccolo lobbista padano, quello di Bargi resta un sinistro anatema condito con travaso di bile a tutto ciò che non è nel controllo parziale, condiviso o assoluto, del politburo di via Bellerio. Se Bargi avesse a cuore il tema del fenomeno migratorio innanzitutto non si limiterebbe a ripetere a pappagallo delle assurdità: un flusso migratorio non si ferma certo sospendendo qualsiasi finanziamento alle ONG, che sono un guscio di noce nel mare del problema. Stando alla propaganda leghista sui numeri, un flusso migratorio di 'simile portata' si ferma solo con un blocco navale militarizzato a 10 miglia dalle coste africane, per tutta la lunghezza del litorale mediterraneo che va dai confini con l'Egitto a quelli del Marocco.
Il saldo passivo di una simile operazione, sempre se fosse praticabile ed efficace, sarebbe faraonico: almeno 15 volte quello di Mare Nostrum a cui la Lega rimproverava i costi.
Detto ciò, e cioè che azzerare le ONG non ferma gli sbarchi secondo i numeri che la stessa Lega sparge a destra e a manca; se Bargi intende boicottare gli istituti di credito in regime di libero mercato, perché utilizzati da imprese, enti e associazioni su cui non
Questo novello socialismo reale della Lega, in cui tutto dalla finanza, ai progetti delle onlus, deve ruotare intorno al soviet supremo riunito nella Dacia balneare del novello padre della patria Salvini in quel di Milano (che sia la Milano continentale o quella Marittima) è totalmente farlocco. Bene avrebbe fatto Bargi a tacere, visto che l'uscita stampa serve solo al proprio orticello e non ha nulla a che vedere con le centinaia di persone morte a causa dei naufragi nel canale di sicilia, causati dall'ignavia delle nazioni europee e dalla prosofobia dilagante.
Infine è davvero contro gli interessi della collettività, ricoprire di fango quello che si è dimostrato uno strumento efficace per non passare da questo o da quel capobastone politico, quando si ha un'idea da sviluppare sul territorio, e non si vuole per forza inginocchiarsi di fronte a qualcuno. Delle poche cose da salvare in questo modello emiliano-romagnolo, sempre più divorato dalla cancrena dell'avidità, questa è una delle poche realtà che sembrano avere un'utilità concreta sul territorio. E al governatore Bonaccini questa volta va dato atto di non aver mai provato a manomettere qualcosa di funzionale, plurale e superpartes. Tentativo fatto invece da Stefano Bargi, (e dal suo collega Rainieri 7 mesi fa) con l'aggravante di aver provato a nascondere la cosa usando la montagna di cadaveri della retorica sugli sbarchi. Questo sì che è davvero triste.
E.M.Sighinolfi




