Articoli Politica

Bonaccini: 'Cara ministra, chi avrà titolo di occuparsi di Bibbiano?'

Bonaccini: 'Cara ministra, chi avrà titolo di occuparsi di Bibbiano?'

Stefano Bonaccini, in rigoroso linguaggio di genere, replica alla richiesta del ministro delle Disabilità e della Famiglia, Alessandra Locatelli


1 minuto di lettura


“La ministra Locatelli mi ha contattato ieri per un incontro sui fatti della Val d'Enza, nelle stesse ore in cui il premier Conte si preparava a rassegnare le dimissioni al Presidente Mattarella, decretando la fine del Governo di cui la ministra fa parte. Come la mia segreteria ha provato a far presente, non senza un certo imbarazzo, le due cose non apparivano, almeno nell'immediato, oggettivamente conciliabili”. Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, in rigoroso linguaggio di genere, in merito alla richiesta del ministro delle Disabilità e della Famiglia, Alessandra Locatelli.

“Non ho dubbi- prosegue il presidente della Regione- che l'iniziativa della ministra, seppur dell’ultimo secondo, parta da presupposti positivi e non certo dalla ricerca di pubblicità su una vicenda così drammatica. Personalmente non ho alcuna difficoltà ad incontrare il Governo su questo come sugli altri temi, cosa che accade regolarmente, anche per il mio ruolo di presidente della Conferenza delle Regioni. Occorrerà solo capire, spiace doverlo dire pubblicamente, chi abbia o avrà titolo ad occuparsi della cosa: il Governo è tutt'ora in carica ma dimissionario- chiude Bonaccini- e proprio in queste ore il presidente Mattarella ha aperto le consultazioni al Quirinale per verificare la possibilità di formarne uno nuovo”.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.